Villa Bardini torna ad essere, per tutto aprile, il luogo in cui la letteratura per ragazzi diventa una festa collettiva. Sette giorni, circa sessanta eventi, quarantadue classi scolastiche e ospiti da mezza Europa: il festival fiorentino dedicato ai giovani lettori è ormai un appuntamento irrinunciabile nel panorama culturale nazionale.

Ogni primavera, Villa Bardini si trasforma: quel giardino che si affaccia sulla città si riempie di classi in gita, famiglie con passeggini, ragazzi che ascoltano qualcuno leggere ad alta voce. Dall’8 al 10 e dal 15 al 18 aprile La Città dei Giovani Lettori propone per la quarta edizione un programma ricco di eventi e di ospiti internazionali.

Le radici della rassegna per ragazzi: uno spin-off che diventa protagonista

La proposta è nata nel 2023 come costola di un progetto culturale più ampio, La Città dei Lettori, sostenuto da Fondazione CR Firenze dal 2018 e curato dall’Associazione Wimbledon APS con la direzione di Gabriele Ametrano. La sede storica è sempre stata Villa Bardini, e quell’appuntamento ha conosciuto nel tempo una crescita inarrestabile, diventando uno dei punti di riferimento nazionali per chi ama i libri, e coinvolgendo ogni anno decine di comuni toscani con un calendario itinerante che arriva a toccare diciotto tappe regionali.

La prima edizione, nel maggio 2023, mette subito a punto il modello: mattinate per le scuole, pomeriggi aperti alle famiglie, ingresso gratuito. Tre giorni di letture, laboratori e spettacoli a Villa Bardini che convincono da subito, tanto il pubblico quanto gli insegnanti. La seconda edizione, nel 2024, consolida la formula e allarga le collaborazioni, tra gli altri, la Fondazione Bellonci e il Premio Strega. La terza, nel 2025, è la vera svolta: le giornate scolastiche raddoppiano, gli studenti coinvolti sfiorano i settecento, e il programma cresce fino a cinque giorni con ospiti come Ascanio Celestini, Marianna Balducci e l’entomologo Gianumberto Accinelli.

foto di Cristina Andolcetti

Chi costruisce il festival: un dialogo tra istituzioni,  terzo settore e librerie indipendenti

Il festival poggia su tre soggetti rodati: Fondazione CR Firenze, che lo sostiene con una visione di lungo periodo sulla lettura come investimento civico; l’Associazione Wimbledon APS, che ne cura la direzione con Gabriele Ametrano; e la Libreria Farollo e Falpalà, i librai Premio Andersen Chiara Zeccardo e Francesco Andrea Fagnini, che selezionano gli autori dopo tredici anni di lavoro nel quartiere, con generazioni di bambini seguiti nel tempo e conosciuti per nome. Sono loro a garantire che ogni ospite sappia davvero parlare ai ragazzi, senza condiscendenza e senza scorciatoie.

Quest’anno al festival arriveranno anche i primi piccoli “veterani”: bambini che finiscono le elementari e che hanno frequentato la manifestazione fin dalla prima edizione. Un segnale discreto, ma abbastanza eloquente.

Il tema del 2026: La Parola, il Segno, il Ponte

Il tema dell’edizione 2026 è racchiuso in tre parole: la Parola, il Segno, il Ponte. L’idea di fondo è semplice (le parole contano, vanno scelte con cura, pesate), ma si declina in modo sorprendentemente vario attraverso il programma. Sergio Olivotti la porta nel territorio del gioco, dei non-sense e delle rime rovesciate, dimostrando che smontare il linguaggio può essere un modo per capirlo meglio. Cristina Bellemo, Premio Andersen come miglior autrice, lavora invece sul lato opposto: la precisione, la responsabilità di ogni scelta lessicale, la parola come atto di cura verso chi legge. Il Segno del titolo è poi tutto il linguaggio visivo, (illustrazione, silent book, graphic novel), trattato non come corredo decorativo ma come forma narrativa a sé stante, con gli stessi diritti della scrittura. A sintetizzare visivamente lo spirito dell’edizione è Elena Triolo che ha realizzato l’immagine ufficiale del festival.

Gli ospiti: da Edimburgo a Bruxelles, passando per la Toscana

Gli ospiti internazionali sono il biglietto da visita più immediato dell’edizione. Il francese Timothée de Fombelle, candidato al Premio Andersen Internazionale, arriva con due titoli: la nuova edizione di Tobia e il recentissimo Vengo. Lo scozzese Brian Conaghan porta Sotto un cielo di cartone, edito da EDT Giralangolo che nel 2026 compie cinquant’anni. Dal Belgio arriva Kristien Aertssen, storica autrice Babalibri, e dalla Danimarca Søren Jessen, capace di trattare temi distopici senza perdere il filo con i lettori giovani. Tra gli italiani, Marianna Balducci esplora il confine tra fotografia e illustrazione, Marco Magnone racconta come si costruisce un plot, Francesco Viliani debutta con Il bambino tempesta e GUD torna con il terzo capitolo di Terry Time. Anna Sarfatti gioca con il Dr. Seuss tra lingua originale e traduzione; Carla Fiorentino svela le tecniche della lettura ad alta voce.

Il programma per le scuole: sei mattine, 860 studenti

Sei mattine, quarantadue classi, quasi novecento studenti: il programma scolastico è la parte meno appariscente del festival ma forse quella che ne definisce meglio l’identità. Tra l’8 e il 17 aprile gli istituti fiorentini si alternano a Villa Bardini in un calendario costruito per fasce d’età, con incontri che vanno da Marianna Balducci e Pino Pace (prima settimana) a Kristien Aertssen, Timothée de Fombelle e Cristina Bellemo, quest’ultima con un incontro sulla guerra e la pace che chiude il ciclo scolastico il 17 aprile. Le classi presenti nelle prime tre giornate potranno visitare gratuitamente anche la mostra fotografica Oceani di David Doubilet per National Geographic, allestita negli stessi spazi della Villa.

18 aprile: la villa si apre a tutti

Sabato 18 aprile la villa si apre a tutti dalle 10.30 alle 18, con tredici eventi e ingresso gratuito. Si parte con Daniela Pareschi e Animali Bellissimi, viaggio nella biodiversità tra scenografia e illustrazione, poi Sergio Olivotti porta in scena Faccio un etto con l’osso, dove il teatro entra nelle storie e le parole diventano gioco sonoro. Nel corso della giornata Sualzo compare due volte, con Gaetano e Zolletta per i più piccoli e con un laboratorio sullo storyboard per chi vuole capire come nasce un fumetto, mentre Cristina Bellemo riflette sulla potenza del linguaggio, Martina Tonello costruisce con il pubblico un grande arcipelago collettivo e Farollo trascina i bambini in gita nella valle dei dinosauri. Anna Benotto propone un percorso tra osservazione e disegno naturalistico, Francesco Viliani esplora l’energia incontenibile dell’infanzia, Mia Floridi trasforma le routine quotidiane in avventure illustrate.

A chiudere la giornata, alle 17, ci pensa Pinocchio: Daniele Fior legge, Francesco Catalucci accompagna con la chitarra, e il burattino più irrequieto della letteratura mondiale torna, nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi ad abitare il cuore della Toscana che lo ha inventato, con tutta la grazia di chi non ha mai smesso di cercare di diventare un bambino vero.

 

La Città dei Giovani Lettori, quarta edizione. 8–10 aprile e 15–18 aprile 2026
Info: https://www.lacittadeilettori.it/eventi/festival-la-citta-dei-giovani-lettori-2026/

Villa Bardini, Costa San Giorgio 2, Firenze.
Programma scuole: 8, 9, 10, 15, 16, 17 aprile

Giornata famiglie: sabato 18 aprile, ore 10.30–18.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: https://fondazionecrfirenze.it/torna-la-4-a-edizione-de-la-citta-dei-giovani-lettori/

in copertina: foto di Cristina Andolcetti