Dal 10 al 12 aprile torna il Festival organizzato da Edizioni Alegre con il Collettivo di fabbrica ex Gkn.

Ciclicamente, da quando il mercato editoriale è entrato in una spirale critica sempre peggiore, si parla di dignità del lavoro culturale. Lo si fa spesso in modo ombelicale: uno scrittore posta la foto del suo estratto conto, una scrittrice lamenta di non voler fare più presentazioni senza essere pagata, qualcuno scrive articoli o interi memoir sulla propria esperienza di outsider, ogni tanto qualcuno fa persino un volantinaggio (uno solo) assieme ai sindacati.

Raramente esiste una connessione reale tra le esperienze singole, quasi mai si cerca di mettere a sistema le lotte per impegnarsi in prima persona a cambiare le cose. Mai in tempi recenti, prima dell’esperienza del Festival working class, si è stabilita una connessione profonda tra la cultura e il fuori. Il Festival non è una manifestazione culturale fine a sé stessa, è uno strumento per un fine di lotta superiore, che non intreccia soltanto il destino di una fabbrica ma una visione del mondo nuova, solidale, ecologica, antimilitarista. 

Torna a Firenze per il quarto anno il Festival di Letteratura Working Class, dal 10 al 12 aprile, organizzato da Edizioni Alegre, Collettivo si Fabbrica ex Gkn e Arci Firenze, con la direzione artistica dello scrittore Alberto Prunetti

«Dopo le prime tre edizioni» scrivono gli organizzatori «in cui abbiamo ripercorso il passato (le genealogie), il presente (le geografie) e il futuro (le prospettive) della letteratura working class, adesso siamo nella fase più complicata, per la mobilitazione della ex Gkn e per il Festival che ne è strumento di lotta: il vecchio mondo sta morendo e quello nuovo tarda a comparire. In questa logorante “transizione” – la parola-chiave di questa edizione del Festival – nascono i mostri che indeboliscono la vertenza, ma possono anche emergere nuove energie capaci di completare la transizione». 

Il programma si compone di dodici panel, con ospiti da ogni parte del mondo, valorizzando la letteratura e la poesia scritta direttamente da lavoratori e lavoratrici. Un Festival unico nel suo genere, fatto in una zona industriale e non in un quartiere gentrificato di una grande città, utilizzato dagli operai della ex Gkn per lottare per la reindustrializzazione ecologica del sito industriale, senza sponsorizzazione di banche e fondazioni private, con un corteo che sabato 11 aprile alle 18.00 porterà per strada gli stessi partecipanti.

Nei tre giorni si alterneranno tra gli altri, gli autori dei nuovi titoli della collana working class di Alegre – l’argentino Kike Ferrari, lo svedese Henrik Johansson e la francese Rose-Marie Lagrave – scrittori conosciuti dal grande pubblico come Paco Ignacio Taibo II e Wu Ming 2, un artista proletario come Francesco Del Casino, e poi autori e autrici working class italiani, finlandesi, palestinesi e pakistani. Oltre ai panel di discussione letteraria, venerdì sera ci sarà lo spettacolo teatrale della compagna Kepler-452 e il sabato sera il concerto della band Il Muro del canto.