La bella stagione è giunta al termine e l’autunno, salutato dalle Rificolone, è alle porte. Mentre ci struggiamo pensando al canto dolce delle cicale con quel piacevole senso di malinconia sapida, tra noi c’è una categoria di persone che è estranea a tutto ciò e che dopo una trepidante attesa torna a sorridere proprio adesso: i cercatori di funghi. Euforici alle prime piogge di settembre, cominciano a contare i giorni dall’ultimo temporale e la notte alzano lo sguardo al cielo, non per guardare romanticamente le stelle ma per capire se con la luna nuova il momento è finalmente propizio. 

Non ragionano come i comuni mortali: l’inizio del campionato di calcio non li emoziona ormai da lustri, detestano andare in vacanza – a meno che non sia in una zona rinomata per i funghi – e la loro in fondo è una vera e propria ossessione. Spesso sono gente burbera e scontrosa e se ti incontrano in giro per il bosco ti evitano scomparendo a passo felpato dietro un castagno. Quando invece ti si avvicinano con fare apparentemente bonario è solo per controllare il contenuto della tua gerla. Mai fidarsi di un fungaiolo. Sono gelosissimi delle proprie fungaie, tant’è, leggende narrano, che alcuni ingenui foresti si siano addirittura trovati gli pneumatici dell’auto sventrati da una lama di coltello. A funghi vanno tendenzialmente soli, ma anche tra amici, in coppia o piccoli gruppi. Una volta entrati nel bosco, però, vale sempre l’annoso assioma mors tua, vita mea – pare che Vladimir Putin sia un ottimo fungaiolo. Inoltre, ognuno ha il suo metodo di ricerca, ad esempio “il fanatico” che Peter Handke descrive nel Saggio sul cercatore di funghi inizia la sua ricerca in zone dove è sicuro di non trovare nulla così da affilare lo sguardo prima di raggiungere i posti buoni, oppure adotta la tecnica del “passo epico”, un movimento che ricorda Neo in Matrix.

Amanita Cesarea. Matteo Terzano

Per quale motivo i cercatori di funghi sono così attratti da questi frutti miceliari di forma perlopiù fallica, tanto da arrivare in alcuni casi persino a perdersi nel bosco? I motivi possono essere tanti; tuttavia, per giustificare cotanto livello di irrazionale fanatismo – conosco fungaioli accaniti a cui non piacciono i funghi – mi viene il dubbio che queste ragioni non siano sufficienti a rispondere alla domanda. Che ci sia forse qualcosa di magico nell’immensa rete miceliare sotterranea che agisca su di noi? Del resto Merlin Sheldrake nel suo famoso saggio L’ordine nascosto, prima di trattarne le proprietà allucinogene, cita funghi come Ophiocordyceps unilateralis che sono in grado di insediarsi nel corpo di alcuni insetti e manipolarne il comportamento così da completare il proprio ciclo vitale – da una di queste specie il chimico Albert Hoffmann inoltre isolò per la prima volta i composti usati per sintetizzare l’LSD.

Personalmente, durante le mie uscite tra faggi e castagni, mi è sempre parso che fossero i funghi a trovare me e non il contrario. Inoltre, diversi anni fa, dopo aver trovato i miei primi porcini, come mio padre predisse, sognai funghi tutta la notte in una sorta di viaggio astrale. Da allora attendo l’autunno per gettarmi nel bosco, cerco la luna nuova tra le stelle e non voglio più andare in vacanza se non sul Monte Amiata.