Dai fatti del Circeo del 1975 a una riflessione sulla violenza quotidiana: nello spettacolo di Andrea Genovese il teatro diventa uno spazio per mettere in discussione abitudini, potere e normalità.

Ci sono parole che utilizziamo senza pensarci troppo. Normale. Abitudine. Giusto. E poi c’è una parola più ingombrante: morale.

È da qui che parte La morale, spettacolo scritto e interpretato da Andrea Genovese, con Gabriele Doria alla chitarra e ai campionatori, Mattia Bacchetti come aiuto regia e light designer e Nina Mennoli in scena. Il lavoro prende spunto dai drammatici fatti del Circeo del 1975, non per ricostruirli, ma per interrogare i meccanismi culturali e sociali che possono rendere la violenza parte del quotidiano.

Quando la normalità diventa il problema

La domanda alla base dello spettacolo è semplice e scomoda: quante cose accettiamo solo perché abbiamo imparato a considerarle normali?

Genovese riflette sui “modi di vivere” e sulle “abitudini” che, sedimentandosi, finiscono per diventare morale condivisa. Un sistema capace di adattarsi alla società e, proprio per questo, anche di rendere accettabili dinamiche che dovrebbero essere messe in discussione.

Il riferimento al Circeo diventa così il punto di partenza per osservare una violenza meno visibile: psicologica, relazionale, familiare, culturale. Una violenza che può essere interiorizzata molto prima di arrivare alle sue manifestazioni più estreme.

Dal Circeo a una domanda ancora attuale

Al centro restano Maria Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, vittime delle violenze del Circeo. Ma La morale non è una ricostruzione giudiziaria.

La domanda è più ampia: dove nasce la violenza? Quando iniziamo a tollerarla? E quali strutture sociali contribuiscono a renderla invisibile?

Nel materiale dello spettacolo compare anche una testimonianza di Donatella Colasanti, che per Genovese diventa un punto di partenza per riflettere non su categorie astratte, ma sui processi attraverso cui sopraffazione e potere possono essere appresi e normalizzati.

Attore, regista, drammaturgo, formatore teatrale e produttore musicale, Andrea Genovese lavora da oltre vent’anni tra teatro, musica e formazione. Diplomato al Teatro della Limonaia di Firenze, è fondatore di Kordelia APS, con cui porta avanti produzioni e percorsi laboratoriali rivolti a professionisti, giovani e adulti.

La sua idea di teatro è netta: la scena diventa un laboratorio, l’attore un dispositivo, lo spettatore un testimone. Un teatro che non cerca necessariamente di consolare o dare risposte, ma di costringere chi guarda a restare dentro le domande.

Un progetto nato a Firenze

La morale ha iniziato il suo percorso a Firenze, con un primo studio presentato alla Sala Ex Leopoldine durante il festival Spiragli, nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2025.

Il 30 settembre 2025 è stato poi portato al MAT – Spazio Teatro di Sezze, durante una commemorazione organizzata con il Centro Donna Lilith per il cinquantesimo anniversario dei fatti del Circeo.

Il 21 novembre 2025 lo spettacolo è tornato a Firenze, al Teatro Affratellamento, all’interno del programma OFF de L’Eredità delle Donne e ne abbiamo parlato QUI

Parlare del Circeo oggi non significa soltanto tornare al 1975. Significa chiedersi quanto dei meccanismi culturali che hanno reso possibile quella violenza sopravviva ancora, magari in forme meno evidenti.

Famiglia, educazione, relazioni, aspettative sociali, potere: La morale prova a portarli in scena senza offrire risposte definitive.

E forse è proprio questo il punto: chiederci chi abbia deciso, esattamente, che cosa dobbiamo considerare normale.