La prima volta è sempre la più bella, anche in arte. Per la prima volta a Firenze, infatti, arriva Arnulf Rainer, artista austriaco di fama internazionale che, nella sua lunga carriera, non aveva mai esposto le sue opere nella città del giglio.

Quest’autunno, la famosa Galleria Poggiali, nelle sedi fiorentine di via della Scala n. 35/A e via Benedetta n. 3/R, gli dedica la personale “Colori nella mani”, a cura di Helmut Friedel, direttore del Museo Rainer di Baden, con testi critici suoi, di Giovanni Iovane e Sergio Risaliti. La mostra, a ingresso gratuito, inaugurata lo scorso 2 ottobre, resterà attiva fino all’8 gennaio 2022.

mostra arnulf rainer firenze

Arnulf Rainer è noto in tutto il mondo per la sua arte astratta e poliedrica, caratterizzata dalla distruzione delle forme, con annerimenti, ridipinture e mascherature di illustrazioni e fotografie. La mostra fiorentina, però, si concentra su un periodo preciso della carriera dell’artista.

Grazie all’intuizione della Galleria Poggiali, che ci regala una selezione accuratissima di opere inedite, realizzate tra il 1981 e il 1985, scelte con lo stesso Rainer, potremo ammirare quadri realizzati con le dita e con le mani, in cui la materia si confonde con la tela, in una violenza artistica unica nel suo genere.

arnulf rainer

“La materia del colore viene premuta con tutta la forza sul cartone. In ginocchio, il pittore lavora da una superficie all’altra, afferra i colori ad olio, sente la piena presenza della materia nelle sue mani nude, che non protegge nemmeno con i guanti. I suoi dipinti stupiscono e affascinano per la vivacità dell’applicazione del colore, della velatura cromatica, intensa e violenta nelle immagini strutturali”, come si legge nel saggio di Friedel.

La mostra è arricchita anche da alcuni lavori dei primi anni ’90 e da una grande croce completamente nera, nello stile dissacrante proprio di Rainer.

I più grandi musei del mondo hanno già ampiamente apprezzato questo artista e le sue opere sono esposte al MOMA, al Guggenheim Museum di New York, alla Tate di Londra ed al Centre Pompidou di Parigi. La nostra Firenze non sarà da meno e, per la sua prima volta, farà innamorare l’artista della nostra città.

Per info:
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