Negli ultimi anni siamo tornati a parlare di periferia, non solo come zona di marginalità e timore, rispettivamente in antitesi con l’area privilegiata del centro, ma anche come spazio di espressione e di creazione del presente.
I linguaggi del presente sono difatti molteplici, così come quelli delle periferie, e proprio in questi contesti sono più visibili e vengono messi alla prova. Tra condizioni difficili ed esclusione, le relazioni che producono dimostrano di saper mettere in discussione le narrazioni dominanti, creando nuove pratiche di resistenza e nuove forme di collettività. La periferia quindi, può essere utilizzata come chiave di lettura del presente.

Frame del film “Roma Illegale” di Andrea Scarcella
Su questo tema, si apre mercoledì 25 marzo la rassegna: “PERIFERIE. Domande dai margini”, curata da Martina Maccianti (scrittrice per magazine come Generazione, L’Indiscreto e The Bunker), all’interno del programma “Dispacci” del Centro Pecci di Prato.
Il programma prevede cinque appuntamenti serali, a cadenza mensile, con l’obiettivo di creare un dialogo orizzontale con ospiti, un libro, e un film (proiettato al Cinema Centro Pecci), ruotando attorno ad una specifica domanda guida.
Tra i temi abbiamo: paura, desiderio, cura, rave e sottoculture, norme ed ecologie del vivere; mentre tra i numerosi ospiti sono presenti Gabriel Seroussi, Dario Alí, Ana Nitu, Tobia D’Onofrio.
Info
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
V.le della Repubblica, 277, 59100 (Prato)
Programma: https://www.centropecci.it/format/dispacci-speciale-periferie/
Primo evento: https://www.centropecci.it/programma/eventi/periferie-paura-immaginari/
Talk ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti.
In copertina: Takashi Homma, Tokio Suburbia: Urayasu Marina East 21, Chiba, 1995-1998
