Prato apre le porte delle sue fabbriche per raccontare una città in trasformazione: tra lavoro, cultura, sostenibilità e innovazione, TIPO Festival rilegge il patrimonio industriale come una storia ancora viva.

 

Per capire Prato bisogna, prima o poi, entrare in una fabbrica. Negli edifici, negli archivi, nei materiali, nei gesti di chi lavora e nelle trasformazioni che il distretto ha attraversato nel tempo è infatti possibile scoprire non solo la storia della città, ma anche il suo presente e il suo futuro. È da questa eredità, fatta di produzione, persone e cultura, che nascono TIPO – Turismo Industriale Prato ed EPIC – Experience Prato Industrial Culture, i due progetti attraverso cui il Comune di Prato sta provando a costruire un nuovo modo di raccontare il proprio territorio.

L’idea parte da una domanda semplice: che cosa succede quando luoghi che normalmente restano fuori dai percorsi culturali e turistici diventano accessibili e raccontabili? Una fabbrica, un archivio d’impresa, un laboratorio, un impianto di riciclo possono diventare un punto di accesso alla città e qualcosa che produce conoscenza, relazioni e immaginazione. Benedetta Squittieri, assessora del Comune di Prato con delega all’innovazione, sviluppo economico, turismo e politiche europee, ci ha raccontato il progetto, dicendoci che «quando si parla di turismo industriale ci si riferisce spesso alle fabbriche dismesse, ai luoghi di archeologia industriale che sono stati oggetto di riqualificazione urbana. Noi invece vogliamo valorizzare la bellezza e la storia delle fabbriche ancora attive, che operano ogni giorno».

TIPO Festival, dal 22 al 25 ottobre, porta questo ragionamento dentro la città con l’edizione Fabbric’azioni. Le Open Factories aprono al pubblico aziende e spazi produttivi, trasformando per qualche giorno la fabbrica in un luogo da attraversare, osservare e vivere. La sua funzione produttiva rimane, ma attorno a quella funzione si costruiscono nuove possibilità: visite, incontri, laboratori, spettacoli. Alcune fabbriche diventano persino luoghi per ascoltare musica o assistere a uno spettacolo di stand-up comedy.

Così, la fabbrica cambia temporaneamente funzione diventando luogo dove si fa cultura e si riflette su temi come quello della sostenibilità. Ne sono un esempio appuntamenti come la visita alla fabbrica Comistra di Montemurlo, specializzata in rigenerazione delle fibre tessili, o al nuovo Textile Hub dedicato al riuso e al riciclo delle industrie tessili. Secondo Squitteri «il nostro è il primo distretto tessile in Europa e realizza prodotti di altissima qualità. Siamo anche un esempio di sostenibilità: abbiamo scoperto il concetto di economia circolare e sostenibilità da secoli. Prato è un distretto circolare che può essere un modello della moda sostenibile del futuro».

Perciò, entrare in una fabbrica significa entrare nella storia di una città senza fermarsi alla memoria. È forse questa la scommessa di TIPO: fare del lavoro e della produzione una storia ancora in movimento, capace di raccontare Prato mentre cambia.

 

 

Crediti fotografici: Marco Badiani