Ha contribuito a disegnare alcuni luoghi simbolo dello skyline fiorentino ma parallelamente riempiva quaderni di schizzi, fumetti, personaggi immaginari e appunti grafici. Architetto, illustratore, urbanista e “archi-sta”, come amava definirsi lui stesso, Paolo Antonio Martini – PAM – viene celebrato a quattro anni dalla scomparsa con la mostra “Paolo Antonio Martini. Disegno e dunque sogno”, in programma dal 28 maggio al 13 settembre nelle Sale Fabiani di Palazzo Medici Riccardi a Firenze.

L’esposizione, promossa dalla Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, racconta il lato più visionario e meno conosciuto dell’architetto massese scomparso nel 2022: non solo progettista di complessi abitativi, spazi pubblici e interventi urbani, ma anche instancabile disegnatore a mano libera e autore di storie illustrate e fumetti pubblicati negli anni Duemila sulla rivista “Cultura Commestibile”, come “Lectura Dantis” e “Pamela”, titolo nato proprio dal suo acronimo PAM.
Il percorso espositivo, curato da Samuele Caciagli e Francesco Gurrieri da un progetto di Laurence Morel, Charlotte Martini e Sibylle Martini, attraversa oltre cento quaderni realizzati tra il 1972 e il 2022: schizzi, acquerelli, studi, annotazioni, figure reali e immaginarie che raccontano il disegno come strumento di pensiero e invenzione. “La mostra prende le mosse da una frase che PAM amava ripetere e che ne sintetizza l’approccio al progetto e alla vita: ‘Disegno e dunque sogno’”, spiegano gli organizzatori.
La sindaca metropolitana Sara Funaro sottolinea come Martini abbia regalato “un lascito importante per la città e per il territorio”, ricordando i suoi progetti urbani e “le sue fantasiose storie a fumetti”. La mostra dedica spazio anche alla sua attività professionale: laureato a Firenze nel 1969 e vincitore nel 1971 del Grand Prix d’Urbanisme et d’Architecture, PAM ha lavorato tra Toscana ed estero occupandosi di architettura bioclimatica, recupero di edifici storici, design e arredo urbano.
Tra gli interventi più noti figura il sistema piazza-parcheggio sotterraneo del Parterre in piazza Libertà. Accanto agli originali saranno esposte repliche e ingrandimenti dei disegni, oltre ai quaderni personali aperti sulle pagine più rappresentative, per entrare nel “laboratorio mentale e grafico” dell’architetto-artista.


