Sono un giardiniere” è il motto con cui Arne Quinze, artista belga di fama internazionale, definisce se stesso e la sua pratica. I’m a Gardener è il titolo della prima grande mostra italiana presso OCA – Oasy Contemporary Art and Architecture di San Marcello Piteglio, visitabile dal 25 aprile al 1° novembre 2026, curata da Emanuele Montibeller.

Quinze non si definisce artista, nonostante la cura di un giardino possa essere considerata da molti un’arte delicata e quasi mistica, quanto un custode della natura che abita lo spazio intorno al suo atelier, popolato di fiori selvatici, vero e proprio laboratorio vivente. La sua vocazione di giardiniere sfocia nelle opere su tela e in creta portate a OCA, sia nella mostra temporanea sia nell’installazione Ceramorphia, integrata al percorso itinerante tra i boschi della riserva.

La sottile energia che collega tutte le cose

Quinze è un artista fisico, energico, che fa della pittura un atto di continuità tra il suo corpo e l’esterno. Le sue tele, apparentemente astratte, non richiamano l’action painting, ma rappresentano le sinergie e le connessioni che si creano tra ambiente naturale ed esseri viventi. La sua pratica di giardiniere, infatti, sembra conferirgli la capacità di “rendere visibile l’invisibile”, per utilizzare una nota citazione di Paul Klee. Le tensioni cromatiche dei suoi paesaggi sono il riflesso di ciò che scorre all’interno delle grandi macchie vegetali del suo giardino, l’emanazione di un’energia e di strutture di comunicazione che sfociano al di là del sensibile, attraverso una tavolozza vibrante, dai colori accesi e dai forti contrasti. Non siamo ciò che vediamo, dobbiamo fare uno sforzo per guardare oltre la sicura relazione tra occhio e mondo esterno, affidandoci a una visione della natura diversa, elettrica, quasi un’intricata autostrada di esplosive interconnessioni. Quella di Quinze è “un’indagine sulla forza generativa della vita e sulla necessità di riportare equilibrio e varietà negli spazi abitati dall’uomo”.

Un’alchimia vegetale

Se la mostra temporanea ci porta in un ambiente in cui la natura non è ornamento, ma forza vitale, laboratorio autosufficiente in continua evoluzione, l’installazione Ceramorphia esplora un ulteriore livello di relazione con gli elementi vegetali. Qui, l’artista non è solo custode, ma creatore quasi alchemico che combina varie parti di piante per realizzare una “natura altra”, una riformulazione scultorea verso un nuovo essere: il suo aspetto evidenzia il processo di trasformazione dell’ambiente in cui anche l’uomo è coinvolto. Il materiale utilizzato per la realizzazione di Ceramorphia è la ceramica che crea un’opera di notevole durabilità nel tempo, adatta a sopportare i cambiamenti atmosferici, ma contemporaneamente sensibile agli urti, fino a frantumarsi. La fusione con gli spazi aperti e selvatici di OCA, la porterà a essere gradualmente coperta da ginestre selvatiche. Si crea una simbiosi su più livelli: è un circolo virtuoso che si prende carico di trasformare una zona boschiva in uno spazio espositivo che, col tempo, verrà nuovamente inglobato in una natura selvatica.

Tra cura e imposizione, alla ricerca di un equilibrio

La custodia di un giardino è un gesto di cura e attenzione in cui l’uomo diventa un mezzo per la salvaguardia dello spazio esterno, attraverso la protezione delle specie presenti nell’ambiente, ma anche, in certi casi, attraverso la sua selezione, per la ricerca di un “giusto” equilibrio. Questo approccio è ciò che contraddistingue le modalità di interazione con lo spazio boschivo di OCA: dal riutilizzo alla pulizia e potatura, l’intervento umano ha il fine di risvegliare in noi una riflessione sulla complessa relazione tra uomo e natura, governata da delicati rapporti di scambio di beneficio reciproco. Nonostante questo, come esseri parte di questo intricato sistema, dobbiamo scongiurare il pericolo di diventarne ancora più alieni, scambiando la cura con una inclusione forzata di specie e di disegni che ingabbino il giardino in un elemento di ornamento. È una trappola antropologica che, nel percorso di OCA, riecheggia e ci porta a riflettere da Arne Quinze a tutto il comparto di installazioni del parco.

 

Per ulteriori informazioni:

OCA Oasy Contemporary Art and Architecture
Parcheggio per visitatori SP 633 n° 15, località Piteglio (PT)
te. 0573 1716197
Orario: 10.00-18.00
Ingresso mostra: gratuito
Ingresso percorso guidato nella riserva, solo su prenotazione: intero 20.00 euro, bambini fino ai 10 anni gratuito

www.oasycontemporaryart.com

 

foto: Mattia Marasco