In una situazione in cui il Box Office vive un timido aumentare di presenze, a Firenze a richiamare il pubblico in sala sembra essere la condivisione.

Aspettare con ansia che tornino i tempi in cui si andava in massa a vedere un film in sala è più che mai frustrante. Certo, è possibile che un paio di proiezioni di un film hollywoodiano siano sold-out, come è successo con One Battle After Another o più recentemente con Wuthering Heights, ma la realtà è molto più complessa. 

In manifestazioni come il Florence Korea Film Fest, che si è da poco concluso con risultati ottimi in termini di presenze, potrebbe sembrare che il segreto sia proporre film di alto profilo, ma un festival cinematografico è un evento straordinario, con ospiti internazionali, un pubblico che viene anche da fuori città e, soprattutto, una durata limitata nel tempo. Come portare le persone al cinema in una serata fiorentina ordinaria, umida, fredda e piovosa? 

Il massiccio intensificarsi del mercato dell’intrattenimento streaming, che ha reso possibile che numerose pellicole diventino reperibili su una piattaforma dopo poche settimane dalla loro uscita, ha svalutato di molto l’unicità dell’esperienza in sala i cui costi, oltretutto, diventano sempre più alti, trasformando l’andare al cinema da intrattenimento popolare a un lusso da concedersi con parsimonia

Diventano quindi sempre più preziose le iniziative che, proponendo film non recenti che siano grandi classici o pellicole di culto, riescono a costruire un evento che garantisca allo spettatore un prezzo conveniente e un’esperienza impossibile da replicare a casa. Lo hanno ben compreso ad esempio gli animatori dell’Associazione culturale italo-cinese YFCA, a cui avevamo dedicato un articolo la scorsa estate, che organizzano serate al cinema La Compagnia riproponendo film già noti. 

Il ricorso alle proiezioni in lingua originale con sottotitoli (italiano e cinese per pellicole spesso in lingua inglese) garantisce un pubblico ben più eterogeneo, nutrito e stimolante di quello di un multisala e vedere al cinema qualcosa che ha avuto tempo di invecchiare scongiura quella FOMO generata dal non voler perdere l’ultimissima uscita. Ogni film di questa rassegna è un piccolo festival, un omaggio al cinema condiviso e una immersione in un pubblico insolito, giovane e cosmopolita

Altra buona pratica che ha generato grande affluenza di pubblico è quella della rassegna, meglio se dedicata a un autore specifico. Prezzi contenuti e spettatori motivati che spesso vedono un film già conosciuto per la prima volta su un grande schermo. Sempre a La Compagnia quelle dedicate a Béla Tarr e John Carpenter hanno registrato grande affluenza. È difficile prevedere come si evolverà il rapporto del pubblico, delle nuove generazioni in particolare, col cinema ma è importante tenere a mente che, in un presente che fa prevalere visioni frammentate e solitarie, è la condivisione che fa uscire di casa il pubblico.