Non sono molte le band di Firenze che sono riuscite a valicare i confini regionali e nazionali, dopo i gloriosi anni ‘80. Tra queste, gli /handlogic costituiscono sicuramente una delle realtà musicali più interessanti, perché capaci di reinventarsi mantenendo la propria riconoscibilità sonora e di ricerca umana. Da qualche settimana è disponibile su tutte le piattaforme di streaming il loro nuovo EP, “Chi ti guarderà?, che presenteranno live venerdì 13 marzo all’Ex Fila in collaborazione con Music Pool. L’opening sarà di Agenda dei buoni propositi e, a seguire, ci sarà il DJ set di Abo Abo.

foto di Valentina Cipriani

Un po’ di storia

Li abbiamo conosciuti vincitori al Rock Contest del 2016, quando uscirono di scena accompagnati dal suono dei fiati che proveniva dalle alte balaustre della Flog, con un effetto sorpresa dato dalla sparizione che molto evoca della loro musica d’esordio, in bilico tra sonorità taglienti e atmosfere eteree. In quel momento cantavano in inglese, come testimonia il primo album “Nobodypanic” (2019, Woodworm Label) ascoltato nei principali festival italiani (MI AMI, Ypsigrock) e anche oltreconfine tra Stati Uniti, Germania e Repubblica Ceca, dopo la vittoria del contest Musica da Bere.

Nel 2023 è poi uscito “ESSERI UMANI PERFETTI” album che segnava il passaggio definitivo alla scrittura in italiano e una progressiva sperimentazione: la forma canzone veniva sviscerata al punto da mostrarsi anche nuda, nella forma di bozza, in un invito a ritrovare gli embrioni di quelle idee all’interno del pezzo arrangiato. Questa proposta deve essere piaciuta ai Verdena, che li hanno invitati ad aprire alcune date del loro tour.

“Chi ti guarderà?”

“Chi ti guarderà?” è uscito il 6 febbraio, edito da DocMusic e distribuito da Artist First, con edizioni Freecom. È il primo tassello di un nuovo progetto discografico degli  ⁄handlogic, in uscita in autunno. Composto da tre tracce (“Vieni giù”, “Amilià” e “Ulula”), l’EP ribalta alcune cifre stilistiche della band: la scrittura si fa più ritmica ed energica, la palette sonora più asciutta, mentre la voce prende nuovo spazio con un fraseggio più denso ed espressivo. Ne abbiamo parlato con il frontman Lorenzo Pellegrini, che ne è anche il produttore.

 

L’intervista

Come si arriva a un EP dalle ambizioni pop dopo un concept album?

“Chi ti guarderà?” è una reazione, l’opposto di quello che avevamo fatto prima. Ogni singolo aspetto di “ESSERI UMANI PERFETTI” l’abbiamo ribaltato, era totalizzante e intenso sul concept, libero di uscire dalla forma canzone, di fare pezzi lunghi seguendo il sentire… Ma alla lunga non porsi limiti è paralizzante, come un foglio bianco. Vai a parare su cose “comode” che ti riescono meglio, con cui sei più a tuo agio: forme dilatate ed eteree o anche più pesanti da un punto di vista sonoro. Volevamo provare ad alzare i bpm, imporci di non scendere sotto gli 80, la velocità massima usata nei lavori precedenti. Cercavamo una tensione più alta: prima prevaleva un’altalena tra momenti massimalisti e intimi, senza mantenere una costante. Dal vivo abbiamo iniziato a pensare a questi paletti, percependo questi momenti di “stop and go” come molto densi da suonare, quasi privi di sfogo.

foto di Valentina Cipriani

In che modo queste idee si concretizzano nei tre pezzi dell’EP?

“Vieni giù” e “Amilià” hanno un groove che non si ferma mai, un treno incessante. E poi ho voluto cantare in modo diverso: anche in basso, con stile più parlato, più verboso. Venivamo dall’inglese: le melodie con poche note si prestano meglio, l’italiano ha parole più lunghe. In “ESSERI UMANI PERFETTI” abbiamo faticato a inserire i testi nelle melodie. In questo caso è più un flusso, ci sono più parole e melodie più articolate. I pezzi sono più brevi ma c’è più spazio per le parole. Altra cosa legata alla struttura è stata quella di sforzarsi a ottenere un minutaggio più breve, come una sorta di sfida: è più facile fare pezzi lunghi. Invece volevamo dire in tre minuti quello che avevamo da dire. Nelle grandi canzoni va così, è tutto a fuoco. Infine, i temi: “ESSERI UMANI PERFETTI” era diaristico, autobiografico. Stavolta cambia il punto di vista: i pezzi sono dialoghi, mai in prima persona.

foto di Valentina Cipriani

Siete usciti in alcune playlist di area pop sui vari servizi di streaming. È un’etichetta in cui vi riconoscete?

Noi ci siamo sempre considerati pop, non abbiamo mai pensato di fare altro. Il problema è il mantra tutto italiano: “è figo ma strano”, o complesso, qualcosa che non capisco bene. La verità è che il pop è un miscuglio di cose. La top 10 inglese vede artisti come James Blake, Idols… In Italia sarebbe avanguardia sperimentale. Voler essere pop non è svilire l’arte. Anzi, la prerogativa è avere un primo strato accessibile soprattutto come cantabilità. In “Amilià” il desiderio era quello di ottenere un pezzo spensierato, da ascoltare in macchina e non per forza in stato meditativo. L’avevo scritta per uno spettacolo di teatro sulle Baccanti, che la cantavano per caricarsi, e alla fine veniva insegnata al pubblico per cantarla tutti. Ne è uscito un dialogo tra persona solitaria e la massa, dove anche il titolo è un non senso. Un pezzo che è solo suono ed è un elogio di questo.

 

Info utili:

Cosa: /handlogic in concerto
Quando: venerdì 13/3/26, ore 21.30
Dove: Ex Fila, Via Mons. Leto Casini 11, Firenze
Biglietti: Intero: 12€, ridotto under 25 / Soci Arci: 10€ (non c’è obbligo di tessera)
Acquisto online: https://www.boxol.it/next/it/boxol/select-ticket/607198/biglietti-handologic

 

foto di copertina: Valentina Cipriani