di Michelle Davis

 

Due workshop per chi le regole le impara per infrangerle

La Community Darkroom fiorentina dedica marzo alla fotografia delle donne. Tra processi
ottocenteschi e sperimentazioni materiche, le artiste Angela Jones e Ramona Zordini sfidano i
canoni della perfezione attraverso l’errore e il rito.

Si è soliti narrare la storia della fotografia come una cronologia di invenzioni maschili, ma la
realtà ci dice altro: se gli uomini hanno spesso forgiato lo strumento, sono state le donne a
piegarlo al proprio volere. Mary Dwyllin, pioniera dello “snapshot”, Madame Yevonde, che
rivoluzionò la ritrattistica a colori, o Anna Atkins, regina della cianotipia erano alchimiste che
non temevano di sporcarsi le mani per introdurre la “sacra fiamma dell’errore” nell’illibato tempio
della perfezione fotografica.
È proprio questo fascino per chi impara le regole solo per il gusto di infrangerle che anima la
programmazione di marzo di Camera38, Community Darkroom di Firenze. Questo mese, lo
spazio di Via San Zanobi ospiterà i workshop di due artiste d’eccezione: Angela Jones (aka
Image Atlas) e Ramona Zordini.

Australiana di nascita e newyorkese d’adozione, Jones si dedica da oltre dieci anni al collodio
umido, una tecnica ottocentesca che permette di fissare visioni surreali su vetro e metallo. «Ho
trovato ispirazione nelle fotografe che si sono lasciate trasportare dalla tattilità e dal carattere
volubile dei processi antichi», spiega. Cita la performatività di Francesca Woodman, i ritratti
intenzionalmente sfocati di Julia Margaret Cameron e i paesaggi spettrali di Sally Mann.
Per lei, il collodio non è un vezzo estetico, ma un’esigenza di indipendenza: «Mi piaceva l’idea
di poter avere il controllo su tutto il processo, dall’inizio alla fine, senza intermediari». È un vero
e proprio rituale che si intreccia con la sua vita professionale: Angela Jones è infatti anche una
doula, colei che affianca la donna e la famiglia durante il percorso perinatale. I concetti di “dare
alla luce” e “mettere in luce” si fondono nella sua serie Womb Holders, di cui uno scatto è stato
selezionato per l’edizione 2026 del Photo Vogue Festival, dedicata al tema Women By Women
con la curatela di Alessia Glavino.

Alla domanda se siano ancora necessari eventi dedicati specificamente allo “sguardo
femminile”, entrambe rispondono con convinzione. Per Angela Jones, stiamo vivendo un
momento cruciale per la narrazione della soggettività femminile. Ramona Zordini, d’altro
canto, osserva come siano proprio le donne a dominare la scena della fotografia analogica
sperimentale, pur sottolineando un problema sistemico: «Sarebbe bello lavorare con più
supporto dalle istituzioni. Si continua a sottovalutare il potere dell’arte».

 

Ramona Zordini ha trovato rifugio proprio nell’arte durante i mesi dell’isolamento pandemico,
specializzandosi nella cianotipia tricolore. A differenza della classica stampa blu di Prussia,
questo processo richiede numerosi passaggi per ottenere gamme cromatiche variegate. «Ho
iniziato a sperimentare senza meta, commettendo errori continui», racconta Zordini. «Ma il ritmo
lento di questa tecnica mi ha permesso di abbattere la bidimensionalità dell’immagine».
Le opere di Zordini si muovono tra creazione e distruzione: stampe frutto di ore di lavoro
vengono strappate e sovrapposte. «Mi viene naturale togliere gli strati per vederne il nucleo,
andare oltre la superficie».

Angela Jones sarà a Firenze il 7 marzo 2026 in occasione del suo Workshop sulla
Ferrotipia. Il 14 e 15 marzo Ramona Zordini condurrà un laboratorio intensivo sulla
Cianotipia Tricolore. Camera38 APS, Via San Zanobi 38, è uno spazio dedicato alla
resistenza analogica e alle sue emulsionanti derive.

Per maggiori informazioni: [email protected]
Instagram: camera38firenze

 

In copertina: Orbs in multiple hands, crediti Angela Jones