di Gaia Carnesi

Tra i cantieri attivi nel centro storico di Firenze, uno si distingue brillando di luce particolare.

È il futuro Museo Sant’Orsola, nel quartiere di San Lorenzo, che presenta la seconda esposizione all’interno dei suoi spazi. L’ex convento, in fase di riqualificazione, aprirà ufficialmente nel 2026 ma anima già le sue sale con opere di artisti contemporanei internazionali.

La direttrice e curatrice della mostra Morgane Lucquet Laforgue ha spiegato l’intenzione di mantenere un dialogo profondo tra arte contemporanea e antica per mantenere acceso il ricordo storico del luogo. Questo permette di volgere di nuovo lo sguardo verso una realtà nel tempo abbandonata, al fianco di quella che fu la tomba di Lisa Gherardini, la presunta Monna Lisa nello scavo archeologico presente al suo interno. Gestito dalla fondazione privata Artea che ne seguirà i lavori di ristrutturazione, l’ex convento edificato nel 1300 ha cambiato volto nei secoli. Da convento di monache benedettine a manifattura tabacchi, a luogo di accoglienza per sfollati e sede per la guardia di finanza. Il suo patrimonio artistico e culturale è andato perduto e proprio gli artisti avranno il compito di rinnovare la memoria delle bellezze che furono al suo interno.

La seconda mostra del museo in cammino, “Rivelazioni”

“Rivelazioni” in mostra fino al 27 ottobre, segue una prima esposizione che nel 2023 ha “iniziato” il luogo al suo nuovo utilizzo.

Le artiste Marta Roberti e Juliette Minchin hanno realizzato opere site specific offrendo la loro personale visione del posto, partendo dalle storie di chi ha abitato quegli spazi dove il filo rosso è il misticismo.

La disegnatrice Marta Roberti con “Aure” sceglie di raccontare i santi in modo anticonvenzionale con un approfondimento sulla natura e la figura femminile. Nell’Antica chiesa interna, un tempo riservata solo alle monache, ha creato grandi affreschi realizzati prestando il proprio volto alle figure dei santi. Legati in un abbraccio con il mondo animale, riportano a figure dinamiche e un bestiario colorato. Nei Sotterranei invece le opere realizzate ad incisione su carta grafite retroilluminata rappresentano specie animali. Il risultato è un’immersione onirica in una dimensione che alterna luce e ombra, muovendosi da uno spazio esterno luminoso ad uno sotterraneo e misterioso.

Juliette Minchin è un’artista visiva e scultrice specializzata nella lavorazione della cera liquida modellata fino alla solidificazione. Per rifarsi alle arti della tessitura svoltesi all’interno dell’ex convento, trasforma la cera in drappi che sembrano congelati nel loro ultimo movimento. “Soffio” è l’installazione che accoglie all’interno dell’antica chiesa esterna. La cera come una pelle simula sudari appesi, dove un busto di donna è reso riconoscibile solo dal suo volume. Nell’antica spezieria invece l’odore della cera fusa insegue i visitatori in “Veglia con radici”, l’installazione con pannelli di maglia d’acciaio ricoperti di strati di cera dove il rituale di accendere e spegnere ogni giorno gli stoppini fa parte dell’opera stessa.

Memorie e metamorfosi

Il Museo Sant’Orsola è un luogo ambizioso che ospiterà non solo mostre d’arte contemporanea ma anche residenze d’artista e spazi culturali. Nella corte dell’orologio, che spogliato dei suoi accessori indica un momento indefinito, dal cemento degli ultimi interventi ingegneristici emergono le antiche colonne, in un abbraccio tra estetica e praticità complesso da leggere. È un luogo in cammino destinato a vestire nuovi abiti contemporanei, valorizzando la memoria con la curiosità della sua ultima metamorfosi.