Non sempre tatuare tanti centimetri di pelle corrisponde ad avere simboli importanti. Al contrario: ci sono tatuaggi che seppure piccoli raccontano storie più dense di tatuaggi più visibili.
Incontrare (virtualmente) Federico mi ha fatto tornare indietro nel tempo.
Ripesco dal mio archivio mentale musicale “All the small things” dei Blink 182 e schiaccio sul tasto “play”. LaFabbricadibraccia è il nome d’arte di un timido disegnatore, educatore e apprendista Stregone. La sua è una storia semplice, come quelle storie di chi cerca di essere sintetico nelle risposte e inevitabilmente sa che fallirà.


“Una mia amica mi chiese se potevo farle un sardina simile a quelle allungate e storte del negozio in Borgo Pinti “Pesci che volano”…hai presente? Rendere l’effetto irregolare del metallo non è affatto facile. È stato il suo primo tatuaggio!”
Un cuore, un fiore, un puntino scaramantico. Chi si tatua soggetti piccoli, quasi invisibili, lo fa per spendere poco, perché vuole nasconderli alla vista di terzi, o perché “e se poi te ne penti”? Per ora, non ci è dato sapere.
