Domenica 2 agosto. Canicola piena. Cortona ci accoglie dall’alto del suo colle, affacciata sulla Valdichiana. È una volta saliti qui che prende il via il percorso di Cortona On The Move, il festival internazionale di fotografia giunto alla sedicesima edizione, aperto dal 16 luglio al 1° novembre 2026.
Diretta da Renata Ferri, la manifestazione sceglie quest’anno un titolo tanto semplice quanto provocatorio: “Beautiful Country”. Trentatré mostre raccontano l’Italia contemporanea, osservandola da prospettive differenti, tra documentazione, ricerca artistica e riflessione sociale. Un itinerario culturale che rappresenta una valida alternativa a una giornata di mare e che, grazie alla lunga apertura autunnale, merita di essere programmato con calma.
Nei limiti concessi in questo articolo, ci soffermiamo nella segnalazione di alcuni dei progetti che più ci hanno colpito. Sperando che possano fare da apripista alla visita completa di tutte le interessate e gli interessati.
La visita inizia nelle sale di Palazzo Baldelli, cuore pulsante del festival. Qui trova spazio “Realpolitik”, progetto di Marco P. Valli e Luca Santese del collettivo Cesura: un racconto satirico della politica italiana dal 2018 a oggi, articolato in cinque volumi e accompagnato da una videoinstallazione. I volti dei protagonisti della scena pubblica, colpiti dalla luce secca del flash, assumono tratti quasi caricaturali, restituendo con ironia le contraddizioni della politica nazionale.
Sempre a Palazzo Baldelli trova spazio il Groundswell Project, iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea che riunisce quattro istituzioni internazionali per riflettere sugli effetti della crisi climatica. All’interno del progetto spicca “Un paesaggio in fiamme” del fotografo portoghese Gonçalo Fonseca, intenso lavoro documentario dedicato agli incendi boschivi, che racconta con grande forza visiva una delle emergenze ambientali più evidenti del nostro tempo.

Groundswell, Maria Oliveira
Al Piano Nobile incontriamo invece Kourtney Roy, fotografa canadese scelta anche per l’immagine di copertina del festival. La sua mostra “Failed Postcards from Napoli” raccoglie una serie di autoritratti realizzati durante una residenza artistica nel 2025 in una Napoli sorprendentemente deserta. Attraverso immagini sospese tra realtà e finzione, Roy trasforma il proprio corpo in elemento narrativo, costruendo un immaginario surreale e malinconico.
Sfidando il caldo si sale poi verso la Fortezza del Girifalco, raggiungibile attraverso uno dei percorsi più suggestivi della città, tra mura antiche, vicoli panoramici e olivi secolari. Nella corte della fortezza troviamo “Settimana Santa”, progetto di Giulia Mangione e Ivan Carozzi, realizzato in collaborazione con Autolinee Toscane. È il diario di un viaggio compiuto nelle province toscane durante la Pasqua, lontano dagli stereotipi della regione-cartolina. Gli autori incontrano i custodi di un vecchio computer Olivetti a Bibbiena, attraversano luoghi come Nomadelfia e Rigomagno e raccontano una Toscana interna, fatta di comunità, piccoli paesi e ritmi ancora lenti, dove l’ironia diventa uno strumento prezioso per osservare la realtà.

Santese, Valli
Nella Cannoniera della fortezza è invece esposta “Campagna Romana” di Joel Sternfeld, realizzata tra il 1989 e il 1991. Le sue fotografie raccontano i margini di Roma, dove le rovine dell’antichità convivono con l’espansione urbana contemporanea. Con uno sguardo rigoroso, privo di retorica, Sternfeld documenta un paesaggio in trasformazione che continua a interrogare il presente.
Cortona On The Move si conferma così uno degli appuntamenti più interessanti del panorama fotografico italiano. Più che offrire risposte, il festival invita a guardare il Paese con occhi nuovi, restituendo un’Italia complessa, contraddittoria e profondamente autentica. Un “Beautiful Country”, appunto, molto più vicino alla realtà che agli slogan pubblicitari.
Per completare l’esperienza vale la pena concedersi qualche ora nel centro storico di Cortona, straordinario esempio di città toscana che attraversa oltre duemila anni di storia, dalle origini etrusche fino ai giorni nostri. Magari fermandosi ad assaggiare l’olio prodotto dagli oliveti che circondano la città su una fetta di “ciaccia” appena sfornata, accompagnata da un calice di Syrah, vino simbolo di questo territorio.
