Intervista all’Assessore alla Cultura e alle Partecipate del Comune di Firenze Giovanni Bettarini sul ruolo che assumono oggi le biblioteche nei quartieri della città.
Quale ruolo svolgono oggi le biblioteche fiorentine all’interno dei quartieri della città? Oltre al prestito dei libri, quali attività e servizi possono offrire alla comunità locale?
«Le biblioteche comunali di Firenze sono veri e propri presìdi culturali di prossimità. Non sono più soltanto luoghi dedicati al prestito dei libri, ma spazi pubblici gratuiti e inclusivi che portano cultura, conoscenza e occasioni di incontro nei quartieri della città. La nostra rete comprende biblioteche di interesse cittadino, biblioteche di quartiere, il Bibliobus, i punti BiblioCoop e servizi attivi anche negli istituti penitenziari. Ogni giorno accogliamo studenti, famiglie, anziani, associazioni e cittadini di ogni età offrendo spazi per lo studio, il tempo libero e la partecipazione. Accanto al patrimonio di quasi 550.000 documenti, le biblioteche propongono gruppi di lettura, incontri con autori, laboratori per bambini e ragazzi, corsi di lingua, alfabetizzazione digitale, attività dedicate al benessere e alla genitorialità, iniziative creative come i gruppi di fotografia e i laboratori di arti tessili. Sono luoghi che non si limitano a conservare la cultura, ma la producono e la condividono, contribuendo a rafforzare la coesione sociale e il senso di comunità nei quartieri».
Come si può avvicinare alla cultura un pubblico che legge poco ed è abituato a una fruizione veloce e immediata di contenuti principalmente digitali?
«Credo che la sfida non sia contrapporre il libro al digitale, ma costruire ponti tra linguaggi diversi. Per coinvolgere chi legge poco dobbiamo partire dagli interessi delle persone e offrire esperienze culturali accessibili, partecipate e vicine alla vita quotidiana. Le biblioteche possono svolgere un ruolo decisivo proprio perché sono luoghi aperti e informali. Attraverso podcast, ebook, quotidiani digitali, laboratori, incontri, attività creative e percorsi dedicati ai giovani possiamo intercettare pubblici che magari non entrerebbero spontaneamente in biblioteca per prendere un libro in prestito. La lettura va proposta come pratica sociale e occasione di relazione. In questo senso il Patto per la Lettura della Città di Firenze rappresenta uno strumento strategico. Coordinato dalle Biblioteche comunali, coinvolge scuole, librerie, case editrici, associazioni culturali, fondazioni e numerosi soggetti pubblici e privati con l’obiettivo di diffondere la lettura come abitudine quotidiana e condivisa. È un esempio concreto di come le istituzioni possano fare rete con il territorio per contrastare la povertà educativa, ampliare l’accesso alla cultura e rafforzare il ruolo della lettura come fattore di crescita personale, inclusione sociale e benessere collettivo».
Ci sono biblioteche a livello europeo che considera un punto di riferimento a cui ispirarsi per qualità dei servizi offerti e coinvolgimento dei cittadini?
«In Europa esistono molte esperienze interessanti. Penso alle biblioteche nordiche, in particolare a quelle di Helsinki e Aarhus, che hanno saputo trasformarsi in grandi spazi civici dedicati non solo alla lettura ma anche all’innovazione, alla formazione permanente e alla partecipazione della comunità. Questi modelli ci mostrano come la biblioteca del futuro possa essere un luogo multifunzionale, capace di integrare cultura, apprendimento, socialità e servizi di comunità. Anche Firenze sta lavorando in questa direzione, valorizzando le proprie biblioteche come punti di riferimento per i quartieri e investendo sull’accessibilità, sulla qualità degli spazi e sulla capacità di fare rete con scuole, associazioni e servizi territoriali».
Quali iniziative ed eventi sono in calendario per i prossimi mesi?
«Nei prossimi mesi la rete delle Biblioteche comunali continuerà a proporre un calendario molto ricco di attività rivolte a tutte le fasce d’età. Proseguiranno gli incontri dei gruppi di lettura, le presentazioni di libri, le rassegne culturali, i laboratori per bambini e famiglie e gli appuntamenti dedicati al benessere e alla crescita personale. Particolare attenzione sarà riservata ai giovani con i campus estivi BiblioTeen, attivi in numerose biblioteche cittadine e alle attività diffuse nei quartieri grazie anche al Bibliobus. Continueranno inoltre i progetti dedicati alla memoria civica, come “Memorie di Resistenza fiorentina” e le iniziative sviluppate insieme ai BiblioCoop e ai soggetti aderenti al Patto per la Lettura. L’obiettivo è quello di offrire una programmazione culturale sempre più diffusa e accessibile, capace di raggiungere i cittadini nei luoghi in cui vivono e di rendere le biblioteche sempre più protagoniste della vita culturale e sociale di Firenze».
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