Centoquarant’anni non sono una ricorrenza da calendario, ma una prova di resistenza. Di idee, di metodo, di responsabilità. Nel 2026 la casa editrice Olschki celebra un anniversario che attraversa tre secoli, due guerre mondiali e trasformazioni radicali del mondo della cultura, restando fedele a un principio semplice e insieme esigente: il libro come strumento di conoscenza e come bene civile. Un anno di eventi, mostre e incontri non per commemorare, ma per interrogare il presente e il futuro del libro. Firenze, ancora una volta, non fa da sfondo: è parte attiva di questa storia.
L’inizio di un progetto culturale
La Olschki nasce ufficialmente nel 1886, ma la sua storia comincia qualche anno prima, con l’arrivo in Italia di Leo Samuele Olschki. Ventiduenne, figlio di un tipografo ebreo della Prussia orientale, Leo porta con sé una formazione umanistica fuori dal comune e una naturale familiarità con le lingue, i testi, le biblioteche. La sua è una vocazione precoce e consapevole: il libro come luogo di incontro tra sapere, rigore filologico e circolazione internazionale delle idee. Fin dagli esordi, tra Verona e Venezia, l’attività antiquaria e quella editoriale procedono insieme, come due facce di un unico progetto culturale.
Firenze come punto di arrivo
Il trasferimento a Firenze, nel 1897, segna una svolta decisiva. La città del collezionismo internazionale, delle biblioteche storiche e della grande tradizione tipografica diventa la patria elettiva dell’editore. Qui prendono forma imprese destinate a lasciare un segno profondo: dai Monumenta Typographica all’edizione monumentale della Divina Commedia del 1911, realizzata con Gabriele d’Annunzio in occasione del cinquantenario dell’Unità d’Italia. Qui nasce anche il marchio con il profilo di Dante e il motto nihil difficile volenti, dichiarazione di metodo prima ancora che di stile.

Daniele e Gherardo Olschki
Gli urti della storia
La storia di Olschki attraversa le fratture del Novecento senza mai rimuoverle. La Prima guerra mondiale, l’antisemitismo, l’esilio in Svizzera, le leggi razziali del 1938 che costringono la casa editrice a celare il proprio nome sotto la sigla Bibliopolis. Leo Olschki muore in esilio nel 1940. Pochi anni dopo, Firenze viene devastata dalla guerra; nel 1966 l’alluvione distrugge gran parte del magazzino editoriale. Eppure l’idea non si interrompe. Si ricompone, si trasmette, cambia forma senza perdere coerenza.
Quando il catalogo diventa sistema
Nel secondo Novecento Olschki diventa progressivamente un’istituzione editoriale. Le grandi collane, le riviste scientifiche, il dialogo costante con università, accademie e biblioteche costruiscono un catalogo che oggi supera i 6.000 titoli. In un contesto editoriale sempre più orientato alla velocità e alla semplificazione, la casa editrice sceglie una strada diversa: investire sulla durata, sulla qualità materiale del libro, sulla precisione tipografica come forma di rispetto per il contenuto. Una scelta culturale, prima ancora che editoriale.
Il passaggio di testimone
Oggi la Olschki è guidata dalla quinta generazione. Accanto a Daniele e Costanza Olschki, nel 2024 è entrato in azienda Gherardo Olschki, chiamato a raccogliere un’eredità complessa e a immaginarne gli sviluppi futuri. L’orizzonte è quello di un nuovo osservatorio culturale: un luogo di dialogo con i lettori, con le istituzioni, con gli altri editori e con una città che continua a interrogarsi sul destino del proprio patrimonio culturale. È da questa consapevolezza che nasce OLSCHKI140, il programma di celebrazioni del 2026, realizzato in collaborazione con il Comune di Firenze e con il patrocinio della Regione Toscana. Non una celebrazione autoreferenziale, ma un anno di iniziative pensate per rendere accessibile, condiviso e vivo un patrimonio editoriale che appartiene a una comunità più ampia.

Villino Liberty in via Vanini
Un anno di celebrazioni per i 140 anni
Le celebrazioni si aprono a febbraio all’interno di TESTO2026, con una mostra presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (26 febbraio – 14 marzo), che ripercorre le tappe fondamentali della storia della casa editrice attraverso alcune opere librarie monumentali. L’inaugurazione è preceduta, il 25 febbraio, da una presentazione in cui Daniele Olschki dialoga con la direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale Elisabetta Sciarra e con il professor David Speranzi sul lungo rapporto tra Olschki e la Nazionale; seguirà, il 28 febbraio, un incontro dedicato al fondo “Fiammetta Olschki”.
Parallelamente, dal 27 febbraio al 1° marzo, alla Stazione Leopolda, la casa editrice è presente con uno stand e propone l’incontro Nell’officina degli scrittori: un confronto sulle pratiche, le abitudini e i luoghi della scrittura nel Novecento, con Domenico Scarpa, Lucio Coco e Valerio Cappozzo, a partire dalla pubblicazione dell’inedito di Thomas Mann Nell’officina dello scrittore e dal lancio della nuova collana “Pollini”.
Dal 14 al 18 maggio, Olschki partecipa al Salone Internazionale del Libro di Torino. In questa cornice prende forma l’evento Dante Globale, che mette a confronto prospettive internazionali sulla fortuna dell’Alighieri e della Commedia, con particolare attenzione alle tradizioni di studio e ricezione in America, Russia e Cina. Un appuntamento che ribadisce la vocazione internazionale di una casa editrice nata, fin dalle origini, nel segno del dialogo tra culture.
Il momento simbolicamente centrale delle celebrazioni è fissato per il 10 giugno nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, con una giornata di festeggiamenti insieme ad autori, collaboratori e istituzioni. Dopo i saluti inaugurali, interverranno Padre Bernardo e Carlo Sisi, seguiti da Daniele Olschki con una ricostruzione della storia editoriale. La sezione scientifica vedrà il contributo di Carlo Ossola, Lucia Tongiorgi Tomasi, Cristina Acidini, Lorenzo Bianconi, Giuseppina La Face, Edoardo Barbieri e Giuliano Pinto. A chiudere, Gherardo Olschki, con uno sguardo sulle prospettive future della casa editrice. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming.
Nei mesi successivi, il programma si estende al coinvolgimento diretto della cittadinanza. A metà settembre è prevista l’apertura straordinaria di Villa Doni, sede storica della casa editrice, per una giornata di visite dedicate alla storia, al lavoro editoriale e al patrimonio materiale e immateriale dell’azienda, con l’ipotesi di future aperture regolari e di un caffè letterario. In autunno, dal 2 al 4 ottobre, Olschki parteciperà al Pisa Book Festival, mentre a Firenze sono in programma ulteriori incontri e presentazioni in collaborazione con istituzioni culturali cittadine, tra cui il Gabinetto Vieusseux, dedicati alla storia editoriale, alle scelte tipografiche e alla progettazione del libro.
Il tempo lungo dell’editoria
In un’epoca che confonde spesso l’innovazione con la rapidità, Olschki celebra i suoi 140 anni ricordando che la modernità può coincidere con la durata. Camminare nella tradizione non significa voltarsi indietro, ma portare con sé un metodo, un’etica, un’idea di humanitas che continua a fare del libro uno degli strumenti più solidi e necessari per comprendere il mondo.
