di Lorenzo Robin Frosini
Al Lumen durante il Copula Mundi un evento per promuovere le attività della sezione fiorentina di SOS Mediterranee.
SOS Mediterranee è un’organizzazione umanitaria marittima attiva sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale, la più letale al mondo, dove hanno perso la vita più di 24.000 persone dal 2014 a oggi. L’organizzazione nasce nel 2015 dalla mobilitazione di cittadini e cittadine europee, su tutte Sophie Beau, coordinatrice di progetti sociali francese, e Klaus Vogel, capitano della marina mercantile tedesco, a seguito di una grandiosa iniziativa di finanziamento collettivo per reagire contro il disastro dei naufragi nel Mediterraneo. L’anno successivo SOS Mediterranee ha noleggiato la Aquarius, la sua prima imbarcazione, che in due anni ha salvato più di 29.000 persone. Una storia durata solo due anni, perché nel novembre 2018 la Procura di Catania ha condotto un’indagine su una presunta cattiva differenziazione dei rifiuti a bordo, portando alla richiesta di sequestro preventivo della nave. Tale richiesta non ha avuto seguito, ma SOS Mediterranee ha terminato il noleggio della Aquarius a causa delle vessazioni politiche, amministrative e giudiziarie di cui la nave è stata vittima. Si ricorderà quando, nel pieno della stagione dei “porti chiusi” a giugno 2018, l’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini rifiutò l’assegnazione di un porto sicuro per lo sbarco di 630 persone superstiti e dell’equipaggio dell’Aquarius, costringendo così l’imbarcazione a un’odissea durata una settimana per raggiungere il porto di Valencia.
Nell’agosto 2019 SOS Mediterranee riprende le sue operazioni di ricerca e soccorso con una nuova nave, la Ocean Viking. Scoppio della pandemia e fermi amministrativi a parte – l’imbarcazione è stata trattenuta dalle autorità italiane da agosto a dicembre 2020 e per quasi tutto gennaio 2022 – le operazioni della Ocean Viking hanno salvato più di 7.000 persone dal naufragio.
Nel 2016, a Palermo, un gruppo di volontari e volontarie ha fondato l’associazione SOS Mediterranee Italia: il nostro è lo Stato europeo più esposto al fenomeno dell’immigrazione irregolare e al suo contrasto. Tuttavia, se l’obiettivo teorico delle nostre politiche è consegnare alla giustizia i trafficanti di esseri umani, nella pratica a finire in carcere sono solamente gli scafisti (i migranti che guidano i barconi) e altre figure di scarsa rilevanza, mai i vertici a capo delle varie organizzazioni criminali, spesso vicini a esponenti della nuova classe dirigente libica instauratasi dopo la caduta di Gheddafi (ottobre 2011), che ha costruito il proprio potere sul contrabbando di gasolio e di vite umane.
Tornando in Italia, a cavallo tra il 2017 e il 2018 si forma il “Gruppo Salvagente” fiorentino di SOS Mediterranee. I Gruppi Salvagente sono i nodi della rete di volontari e volontarie a terra che portano avanti, localmente, attività di sensibilizzazione e testimonianza, oltre che di raccolta fondi per permettere all’organizzazione di operare in mare. Si pensi che un giorno di missione in mare richiede una spesa di 24.000€ tra carburante, cibo, presidi e attrezzature, senza contare i 16.000€ di un possibile fermo amministrativo e conseguente multa.
Non è un caso che, insieme al salvataggio e alla protezione delle vite umane in mare, il terzo valore su cui si fonda SOS Mediterranee sia la testimonianza, raccontare la tragedia umanitaria che si perpetra nel Mediterraneo, dare voce alle sopravvissute e ai sopravvissuti, mantenere viva la memoria delle persone morte durante la traversata.
Hara Kaminara – SOS MEDITERRANEE
Martedì 15 luglio 2025, presso LUMEN, si è tenuta una conferenza di presentazione del Gruppo Salvagente che fa base a Firenze. Si tratta solo dell’ultimo di una serie di incontri aperti al pubblico che le anime del Salvagente fiorentino hanno organizzato sul territorio negli ultimi mesi, e l’attività continua. Come si può vedere dal profilo social @sosmediterranee_firenze il Gruppo Salvagente sarà impegnato di nuovo al LUMEN, il 4 settembre 2025, durante il Festival Copula Mundi; in seguito, prenderà forma un’iniziativa con il progetto DiMMi (Diari Multimediali Migranti) per promuovere nuovi valori comuni a partire dalle esperienze di chi sopravvive alle rotte migratorie; ulteriore data da fissare sul calendario è quella del 3 ottobre, il tragico anniversario della strage del 2013, quando a Lampedusa sono morte almeno 368 persone dopo un naufragio: la prima volta in cui non si è potuto fare finta di niente.
I volontari e le volontarie a terra di un’ONG marittima sono imprescindibili per diffondere i principi di soccorso umanitario in mare, per fare una corretta informazione su ciò che accade nel Mediterraneo e per dar voce alle storie di tutte le persone soccorse. Alcuni esempi: quasi un quarto delle persone sopravvissute dalla Aquarius e dalla Ocean Viking sono minori, la maggior parte dei quali viaggiano da sole, come chi, poco prima dei 18 anni, scappa dall’arruolamento obbligatorio in Eritrea. Apprendiamo anche che in media 25 migranti africani e africane muoiono ogni settimana prima ancora di intraprendere i viaggi per mare, circa 1300 ogni anno. Prestare volontariato insieme a chi si impegna a rendere dignità a tutte le persone che vivono su questo pianeta è un atto doveroso. Per umanizzarsi in una prospettiva decoloniale, e per restituire umanità ad una società, la nostra, sempre più inumana.
In copertina: SOS MEDITERRANEE / Medicins sans frontieres; Rescue of a wooden boat and rubber boat, early morning on 11.12.2016; Photo: Laurin Schmid/SOS MEDITERRANEE