di elena magini

Robert Capa

“Benvenuto alle truppe americane a Monreale, 23 luglio 1943” Photograph by Robert Capa ©
International Center of Photography/Magnum Collection of the Hungarian National Museum

 

MNAF, Museo Nazionale Alinari della Fotografia – Firenze
mostra a cura di Beatrix Lengyel – Museo Nazionale Ungherese
dal 10 gennaio al 23 febbraio 2014

La mostra Robert Capa in Italia 1943-1944 ospitata negli spazi del Museo Alinari è il secondo evento espositivo dedicato agli scatti del fotografo ungherese riguardanti lo sbarco degli Alleati in Sicilia nel 1943, dopo la mostra al Palazzo Breschi di Roma. Il 2013 è stato l’anno del centenario della nascita di Capa  (Budapest 1913 – Vietnam 1954), ed ha coinciso con l’anno culturale ungherese in Italia, nonché con il settantesimo anniversario dello sbarco delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale. Da qui la volontà di presentare le settantotto fotografie provenienti dalla serie Master Selection III, terza raccolta del corpus dell’opera di Capa, composto da una selezione di 937 scatti tra gli oltre settantamila effettuati durante la sua carriera.

Robert Capa è uno dei fotografi maggiormente conosciuti e apprezzati del XX secolo, comunemente ritenuto il rappresentante di spicco del fotoreportage di guerra, ha fondato la nota agenzia fotografica Magnum ed è stato corrispondente per numerose celebri riviste, quali “Fortune”, “Picture Post” e “Life”. Una vita condotta principalmente all’interno di conflitti armati, il fotografo ungherese ha infatti seguito come corrispondente di guerra alcuni tra i maggiori scontri bellici mondiali: la guerra civile spagnola, la guerra sino-giapponese, la seconda guerra mondiale, la guerra arabo-israeliana del 1948 e la prima guerra d’Indocina, dove ha prematuramente incontrato la morte.

Il suo stile fotografico si situa sul crinale tra dimensione documentaristica e fotografia artistica, caratteristica precipua della produzione di Capa è infatti la sua capacità di “avvicinarsi” al soggetto ritratto, di alternare alla disperazione e alla miseria dei conflitti armati raccontati senza filtri e con oggettività, spaccati di profonda umanità, una dimensione quotidiana e quasi familiare dei territori squassati dalle guerre. Beatrix Lengyel, curatrice della mostra, descrive così tale caratteristica plurale del lavoro di Capa: “il sottile limite che divide il corrispondente di guerra dal fotografo militare viene qui continuamente oltrepassato in entrambe le direzioni. Capa non documentava sistematicamente, ma come corrispondente di guerra fotografava con sensibilità artistica e forza documentaristica il vero volto della guerra, i sentimenti, le persone comuni”.

Una selezione quella presente al MNAF raramente esposta anche in recenti mostre e generalmente ritenuta secondaria rispetto ai ben più celebri scatti dello sbarco in Normandia e della guerra civile spagnola. In realtà la stessa quantità dei lavori, in relazione alla totalità del corpus fotografico di Capa, concorre a qualificare la produzione italiana come una delle più importanti e prolifiche.

Le immagini presenti nella mostra fiorentina raccontano lo sbarco degli Alleati in Sicilia, le prime operazioni militari e la resa di Palermo, il funerale delle  giovani vittime delle Quattro Giornate di Napoli, il momento di stallo nell’ascesa alleata tra Napoli e Cassino. Vengono alternati combattimenti e giornate trascorse in trincea a ritratti di una normale routine contadina, le macerie delle città distrutte dalle bombe a episodi di relazione e accoglienza  tra soldati e civili, il tutto mostrato con profonda incisività documentaristica non priva tuttavia di un certo lirismo. Lo stesso allestimento della mostra, che alterna le immagini in bianco e nero delle fotografie ad alcuni estratti delle pagine dei diari di Capa, va a creare una paratesto autobiografico che partecipa a contestualizzare e ad arricchire le fotografie stesse, a mescolare l’oggettività della visione ad una soggettività di narrazione, caratteristica di tutta l’opera di Capa.