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Caro Zodiaco – novembre 2022

L’oroscopo che ti giudica, ma che alla fine ti vuole bene

di Simone Lisi
(illustrazioni di Francesca Arfilli)

 

Caro Scorpione, hai messo su qualche chiletto (si può ancora dire?), ma ti donano davvero, sembri più giovane e la tua faccia è solare come quella di un Dio panamericano. Sei passato a trovarmi a lavoro e quando mi hai chiesto se fossi ingrassato io ho negato, come fare a spiegarti tutto il resto?


Caro Ariete, dici che sei cambiato, che non sei più quell’incendio in California di una volta, che la tua gamba sotto al tavolo non si muove incessantemente come ebreo in preghiera, ma io sospetto, e lo vedo anche nei tuoi occhietti, che sotto la cenere il fuoco bruci ancora. Soffia, te ne prego.

Caro Toro, dovremmo trovare un canale comunicativo nuovo, non verbale, perché la tua gioia nel vedermi è solo per scroccarmi le sigarette, e va benissimo, è bello essere un distributore automatico di sigarette, ma tu sorridimi e non parlare, io capirò, non parlare, Toro, e saremo salvi entrambi.

Caro Gemelli, siete così attenti a tutto, non vi sfugge niente, ogni mio sopracciglio sollevato è da voi subito registrato, ma magari è solo perché ho avuto una giornata nera o un guasto al motorino, magari voi non c’entrate niente, e invece sì, avete ragione voi: c’entrate anche questa volta.

Caro Cancro, vi sogno di notte che vi muovete in una città straniera, il Portogallo, e fate i conti con tutti i fantasmi che vi agitano il petto. Vi sogno di notte, con il vostro pass(at)o obliquo, che vi soffermate davanti a una vetrina perché avete visto qualcosa, ma è solo un fantasma, anche quello.

Caro Leone, poi alla fine l’altra sera non c’eravate, e ci sta. Lo sciopero dei treni, vostro fratello o sorella minore che doveva raccontarvi e voi raccattarlo da terra e praticare una manovra di Heimlich, non aveva mangiato nulla. Ma alla fine non c’eravate, e ci siete mancati molto.

Cara Vergine, ti penso sempre, Vergine, sei al centro di tutti i miei pensieri, anche quando non ci sei e vado in un bar a mangiare un crostone dal nome Ferrari, ti penso sempre. Vergine, sei la materia di cui sono fatte le ore, sei la materia di cui è fatto il mio crostone, e vorrei dirtelo ancora una volta.

Cara Bilancia, nascondi in te un segreto, ma è talmente ben nascosto che si potrebbe quasi dire che non c’è. Forse è nascosto anche ai tuoi stessi occhi, di certo al tuo analista, a tua madre, a tuo figlio primogenito che porti a scuola al mattino. Chi sei? Sembra dire tuo figlio, se solo parlasse. 

Caro Sagittario, hai smesso di fumare? Mi guardi e rispondi: Ma che dici? Ho mai fumato davvero io? Beh, forse no, ma ne fumavi un pacco al giorno. Forse, sagittario, non fumavi davvero, perché tu fai le cose così. Ecco, forse se anche fumassi una stecca al giorno, tu non lo faresti veramente.

Caro Capricorno, ascoltare una playlist che si intitola “Loneliness” di Bon Iver non ti aiuterà a affrontare questo novembre, è una bella selezione, non lo nego, ma forse il tuo cruccio nasce proprio da qui, e non dalla vita che è cattiva e ingiusta. Ascolta Harry Styles “As it was”.

Caro Acquario, al bar di un vecchio quartiere di una vecchissima città, ti ho incontrato al bancone davanti a un caffè fumante. Hai subito voluto chiarire che era un deca-americano con latte di soia a parte. Non ci vedevamo da oltre dieci anni, forse sarebbe stato meglio un semplice: come va?

Caro Pesci, cosa avete combinato questa volta? Va bene, vediamoci per parlare, ma non può essere davvero così grave come alludete nei vostri timidi messaggi cifrati, non può essere, ne abbiamo viste di peggio, non so che vi siete inventati, ma tranquilli che passerà anche ‘sta volta.   

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