di Luca Martinelli, foto di Laura de Lucia
Il neologismo Ecoality tiene insieme disuguaglianze climatiche e di genere. In situazioni di crisi ma anche nella vita quotidiana le donne subiscono impatti maggiori.
Ecoality è un neologismo, che tiene insieme i concetti di ecologia (ecology) e di uguaglianza (equality). Il messaggio è riassunto in quattro parole, Climate Justice Is Gender Justice, claim scelto per gli account social del progetto, co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma DEAR (Development Education and Awareness Raising) e coordinato dalla Regione Toscana: la giustizia climatica è giustizia di genere. Un messaggio che anche i giovani italiani hanno chiaro, come dimostrano le testimonianze raccolta durante l’estate al Summer camp Ecoality di Cecina (LI), che ha visto una quindicina di giovani tra i 18 e i 29 anni passare insieme dieci giorni e parlare di ambiente, ecofemminismo e convivialità. «Assumere un punto di vista di genere credo che sia fondamentale, perché la nostra società patriarcale è fondata sulle disuguaglianze, sul dominio e la prevaricazione, e lo stesso approccio lo abbiamo nei confronti della natura» spiega una ragazza, in una video testimonianza raccolta durante il camp. «Serve una prospettiva nuova, legata al concetto di cura» sottolinea un altro tra i partecipanti alla residenza giovanile, promossa da Oxfam Toscana, che insieme a Oxfam Italia è partner della Regione Toscana in questo programma che – anche nel nostro paese – lavora per rafforzare il ruolo attivo delle nuove generazioni nell’affrontare le sfide globali.
Ecoality, avviato nel 2025 con una campagna di diffusione sui dati relativi alle disuguaglianze di genere nella crisi climatica, ha il merito di coinvolgere giovani e comunità in diversi paesi, per comprendere come crisi ambientale e sociale si intreccino e come sia possibile (e anche necessario) affrontarle insieme.
Alla fine dell’Estate più calda di sempre per l’Europa occidentale e alla vigilia della COP31, la conferenza delle Nazioni Unite sul clima, in programma ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre 2026, la campagna e il profilo Instagram @climatejusticeisgenderjustice danno spazio a storie che dimostrano come alluvioni, incendi e ondate di calore e altri eventi climatici estremi trasformano la vita quotidiana, fanno emergere disuguaglianze e mettono in luce le risposte delle comunità. Le testimonianze provengono da 10 paesi europei (Austria, Croazia, Finlandia, Francia, Grecia, Polonia, Portogallo, Romani e Ungheria) e Oxfam Toscana ha scelto di partecipare alla campagna con una video-intervista dedicata all’alluvione che ha colpito Campi Bisenzio, nella città metropolitana di Firenze, il 2 novembre del 2023. «In una piana alluvionale, gli abitanti sono abituati a fare i conti con questo rischio, ma l’evento del 2023 è stato unico, complice i cambiamenti climatici, per intensità e superficie del territorio colpito: l’80% del Comune, 30mila persone coinvolte e una vittima» ricorda il sindaco di Campi, Andrea Tagliaferri. «Tra gli effetti più negativi e di lungo periodo – spiega – c’è una trasformazione nel modo di percepire il rapporto con il fiume, un luogo che da trent’anni era frequentato, aperto, vera cerniera nella città. Dopo l’alluvione – racconta Tagliaferri – è percepito come un pericolo, un rischio: dobbiamo provare a far ricostruire un rapporto nuovo, che sia consapevole dei rischi ma non di paura».
L’emergenza – una città rimasta senza luce per oltre 24 ore, le strade interrotte a rendere più complesso l’arrivo dei soccorsi – è stata più intensa per le persone fragili, «anziani e mamme con bambini» ha evidenziato il sindaco nella sua testimonianza, ricordando di una donna sola a casa con il figlio piccolo che nemmeno i volontari con il canotto riuscivano a raggiungere.
Le disuguaglianze, però, non toccano solo le vittime dell’emergenza ma anche coloro che si prodigano per supportarle: Susanna Lai, che nei giorni dell’emergenza è stata la responsabile dei volontari per l’ANPAS di Campi Bisenzio, ricorda il valore del «volontariato spontaneo, la nascita di meccanismi di solidarietà che fanno sentire il senso di comunità», sottolinea «il valore di un episodio che permette di guardare più da vicino gli effetti degli eventi climatici estremi sul nostro territorio e sulle persone che lo vivono» ma aggiunge un pezzo: «A fine turno, quando siamo stanchi, torno a casa e inizio un nuovo ‘servizio’, perché l’impegno in molte abitazioni, mi confronto con parenti e amici, è ancora quasi esclusivamente a carico della donna. Serve un nuovo equilibrio».
Ecoality promuove la collaborazione tra giovani, autorità locali e decisori politici, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’urgenza e sulla responsabilità condivisa di intraprendere azioni collettive a favore della giustizia climatica e di genere. L’esempio di Campi Bisenzio, con l’alluvione e la gestione dell’emergenza, offre una rappresentazione su scala locale di ciò che Oxfam descrive in “Disaster divide”, il rapporto presentato in tutto il mondo a fine ottobre: nel 68% dei casi, secondo un’analisi su 130 ricerche peer review, la salute delle donne e delle ragazze risulta più impattata rispetto a quella di uomini e ragazzi per effetti legati al cambiamento climatico. In particolare questo riguarda insicurezza alimentare e salute mentale. «I disastri ambientali – si legge nel rapporto – vanno ad esacerbare le disuguaglianze di genere pre-esistenti». Anche in Italia.