Site icon Lungarno

Diamo una lucidata all’Oblò. Alcuni cambiamenti nella nostra rubrica

di Matteo Cristiano e Matteo Terzano

 

Abbiamo deciso di togliere un po’ di polvere dal vetro del nostro Oblò, per guardarci meglio attraverso e non perderci di vista.

Quando è cominciata l’avventura dell’Oblò volevamo dare voce a una forma artistica ai margini della produzione culturale: la poesia lineare. Ci chiedevamo, come faceva la rivista Carte Segrete nel 1976, dove scavasse la “giovane talpa”, definita così proprio per la sua tendenza a nascondersi, dove riuscisse a creare vie sotterranee per muoversi ed esistere, senza farsi toccare dalla scottante superficie.

Abbiamo voluto dare uno spazio alla comunità di Lungarno, lasciando la pagina alla penna di chi ci avesse mandato dei testi, che avremmo poi commentato con le riflessioni, emozioni, idee suscitate in noi dai testi. Abbiamo ricevuto indietro molto. La pagina, purtroppo, è una al mese, e abbiamo cercato di pubblicare ciò che più faceva risuonare le nostre corde. Non è stata una pubblicazione di merito o una pubblicazione che implicasse un giudizio di valore: volevamo lasciare lo spazio a voi, interagire, vedere cosa vi passasse per la testa e come lo mettevate in versi. Abbiamo cercato, poi, di vederci e di trovarci dal vivo: i due open-mic durante gli eventi di Lungarno erano un modo, anche, per raccoglierci intorno alla rubrica dell’Oblò, creare una comunità nella comunità, con al centro la poesia delle persone.

Adesso, però, è già ora di cambiare. L’Oblò prosegue il suo percorso, e in un certo senso ribalta la prospettiva. Per questo nuovo croccantissimo e spericolato anno editoriale, sarete voi lettori e lettrici a guardare dal vetro per vedere cosa c’è dentro. La piccola talpa della poesia, a cui piace nascondersi, è bene che ogni tanto guardi la galleria che si è lasciata alle spalle, ripercorra all’indietro i suoi passi per vedere da dove è partita. 

Vi proponiamo un percorso attraverso la poesia d’avanguardia del secondo Novecento nelle sue forme più estreme. Come dice un vecchio saggio, tra la scuola e il reale c’è il mare, e allora andiamo a cercare quelle prove artistiche che sono rimaste fuori dai canoni scolastici: poesia multiforme, poesie-non-poesie, poesie visive, immagini-testo, un calderone di media e di linguaggi dal quale tirare fuori shottini, per assaggiarne un po’.

Le uscite di quest’anno saranno quindi di approfondimento e di divulgazione su autori e scritture anomale della nostra storia letteraria. Agli approfondimenti si alterneranno interviste e dialoghi con istituzioni, archivi, artiste e artisti che portano avanti quelle sperimentazioni, o che le custodiscono, per tracciare la rete della poesia vivente e farla reagire con la poesia morta.

Non mancheranno, comunque, i momenti dove potremo incontrarci e parlare, anche per poco, sputacchiandoci le birre addosso. Proporremo altri open-mic e serate di letture della comunità dell’Oblò, chiaramente aperti a tutte e tutti, senza distinzioni di metrica. L’intenzione sarebbe quella di incrementare i momenti di incontro con laboratori, workshop, scrittura collettiva, e siamo anche felici di sentire le vostre proposte. L’Oblò l’avete fatto più voi di noi, trascinatelo dove volete. La nostra casella mail oblo.lungarno@gmail.com è sempre aperta: oltre agli articoli sui numeri cartacei, cercheremo di pubblicare anche i vostri testi online, sempre accompagnati dalle nostre note critiche dal cuore. Perciò, continuate a mandarci i materiali e a tirare fuori la testa della talpa dalla tana: la metteremo in bella mostra.

 

 

Exit mobile version