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Il senso delle sagre. Viaggio alle origini di un rituale sociale

By Pietro Mini

July 07, 2026

Eredi delle antiche feste patronali, le sagre sono oggi molto più di un appuntamento gastronomico: luoghi di incontro, socialità e partecipazione che, tra città e paesi, continuano a rafforzare il senso di comunità e a contrastare l’isolamento.

 

Dal tortello mugellano alla ficattola dell’Impruneta, dal cinghiale di Capalbio al tartufo del Girone, sono moltissime le specialità che ognuno di noi ha assaggiato per la prima volta nel corso di una sagra. In Toscana, questi eventi che uniscono cibo, socialità, musica e associazionismo, sono un simbolo della bella stagione e richiamano persone da tutta la regione.

Le sagre hanno un passato millenario: la parola “sagra” deriva infatti dal latino “sacrum”, e viene utilizzata per la prima volta in riferimento ai rituali religiosi che si tenevano in occasione delle feste del patrono. Ogni paese aveva il suo patrono e la sua sagra: una festa popolare che solitamente si teneva davanti ai templio suisagrati delle chiese. Nel corso del ventesimo secolo, però, in seguito alla profonda urbanizzazione del Paese e con lo spostamento di gran parte della popolazione dalla campagna alla città, queste feste furono sempre più trascurate: in particolare nell’immediato dopoguerra, molte feste tradizionali entrarono in crisi, anche perché alcune celebrazioni popolari erano state utilizzate dal regime fascista come strumenti di propaganda. Fu solo alla fine degli anni ’70, quando si cominciò a riscoprire la campagna come luogo di socialità e di villeggiatura, che le sagre sono diventate ciò che conosciamo oggi: una grande festa popolare in cui attorno al cibo e ai prodotti del territorio si riuniscono persone di età ed estrazioni sociali differenti.

Da cinquant’anni a questa parte, le sagre sono dunque delle feste popolari, dei luoghi di ritrovo che hanno un’importantissima funzione sociale, che si nota ancora di più nelle grandi città come Firenze, dove eventi di questo tipo si svolgono prevalentemente in periferia. Ricreando un’atmosfera di paese, infatti, le sagre di città sono un presidio contro l’isolamento urbano. Attraverso un’offerta che prevede prezzi popolari e spazi di socialità accessibili, caratteristiche sempre meno presenti nelle offerte culinarie dei giorni nostri, questi eventi contribuiscono a favorire il senso di comunità di quartieri e vicinati, permettendo a chi vive il territorio di riappropriarsi dei propri spazi

Nella nostra città le sagre più celebri sono la sagra del ranocchio a Brozzi, che si svolge tra maggio e giugno, la festa della gnoccata che si svolge a ottobre a Serpiolle e la Stella Rossa Fest, la cui ottava edizione si terrà dal 1° al 5 luglio all’SMS di Rifredi, e in cui sono previsti concerti, talk, dj set e la sagra dei circoli Arci, dove ogni giorno cucineranno i cuochi e le cuoche di cinque diverse case del popolo. È grazie a eventi come questi se ancora oggi persone che non si conoscono possono sedersi alla stessa tavola e scoprirsi, come accadeva nelle vecchie osterie e trattorie. In un’epoca segnata da forme più diffuse di isolamento sociale, le sagre continuano a offrire occasioni concrete di incontro e partecipazione che permettono di vivere in prima persona la collettività.

 

 

Crediti fotografici: Jonathan Ventura