Dal 25 giugno al 4 luglio il Castello Pasquini di Castiglioncello e il Borgo antico di Rosignano Marittimo tornano a riempirsi di teatro, danza e performance. Arriva la ventinovesima edizione di Inequilibrio, l’osservatorio sulle arti performative curato dalla Fondazione Armunia che mette in fila oltre cento artisti, più di cinquanta appuntamenti e tredici titoli tra prime e anteprime. Considerato ormai tra i Festival più importanti e frequentati dell’estate culturale toscana, ha anche il merito di tenere insieme, da quasi trent’anni, i grandi nomi della scena contemporanea e i nuovi artisti emergenti.
Tra visibile e invisibile: dove l’arte accade e prende forma
Le due parole che fanno da bussola all’edizione 2026 sono «visibile e invisibile». La direttrice artistica Angela Fumarola immagina il palcoscenico come uno spazio politico e inclusivo, capace di aprire i processi creativi e accorciare la distanza tra i linguaggi dell’arte e le persone.
Il programma lavora tutto su quella zona incerta tra la visione e l’interpretazione, dove un gesto o un suono diventano significato dentro di noi. In un tempo in cui i luoghi di socializzazione si fanno sempre più rari, Fumarola rivendica la cultura come esercizio di «simpatia» nel senso originario, quel sentire insieme che tiene unite le comunità. Da qui partono i tre assi tematici di quest’anno: il focus sullo sguardo femminile, lo spazio dedicato alla creatività under 35 e la sezione pensata per famiglie e nuove generazioni.

La vita degli animali – Elisa Pol @ Sandra Jackson
Lo sguardo femminile prende il centro della scena
Il cuore dell’edizione è una piattaforma costruita attorno alle soggettività femminili, al loro modo di guardare il mondo e di restituirlo. Dieci spettacoli in tutto di cui sei prime nazionali raccontano corpi, voci e desideri di donna. Si parte dai debutti. Elisa Pol porta in scena «La vita degli animali», omaggio a Elizabeth Costello, leggendario alter ego del Nobel J. M. Coetzee, su drammaturgia di Chiara Lagani. La danzatrice Sara Sguotti, premio Ubu 2024 come miglior performer under 35, osserva il corpo trasformato dalla maternità in «Rossocrepa».
Arriva per la prima volta in Italia «L’imperativo categorico» dell’argentina Victoria Szpunberg, analisi tagliente della precarietà del presente affidata alla compagnia Gogmagog. Completano il fronte dei debutti Claudia Catarzi con l’azione per spettatore unico «Entering the Bubble», il Teatro Rebis che attraverso un’antica fiaba fiamminga ridà voce alla partigiana e poetessa Joyce Lussu in «Acqua Antica» e Ilaria Drago con il rituale di musica e voce «Liturgia delle anime».
Tra le firme già affermate Silvia Gribaudi, nota per il suo lavoro ironico e dissacrante sulla fisicità, presenta «Amazzoni»: corpi che superano i propri limiti attraverso pratiche ispirate a rituali sciamanici femminili, una riflessione su genere e potere. Simona Bertozzi porta «Le Palestriti», finalista Ubu 2025, ispirato al celebre mosaico di Villa del Casale a Piazza Armerina e a una rarissima rappresentazione di agonismo femminile dell’antichità. Luca Scarlini e Cristina Abati indagano in «Il fiore esploso» la figura di Florbela Espanca, l’artista che nel Portogallo di Salazar rivendicava nei suoi sonetti il diritto delle donne al desiderio e all’ambizione. Chiude il quadro Antonella Questa, ospite ormai di casa, con «Offro io», riflessione feroce e divertente sul valore delle persone in una società che misura tutto in denaro.
L’imperativo categorico
I maestri e le maestre del palcoscenico
Accanto al focus femminile sfilano gli artisti che da anni accompagnano la rassegna. Nerval Teatro, laboratorio permanente diretto da Maurizio Lupinelli ed Elisa Pol che fa del confronto con attrici e attori con disabilità il centro della propria pratica, arriva in prima nazionale con «Beckettiana», esito di un lungo attraversamento dell’universo di Samuel Beckett affrontato non come repertorio da rappresentare ma come terra da abitare. Sempre in prima nazionale Silvio Castiglioni interpreta «Argonautiche», la più antica epopea del mito greco, in una produzione della compagnia I Sacchi di Sabbia, mentre Alessandro Benvenuti e Roberto Abbiati firmano «Re Lear e il suo buffone», rilettura di Shakespeare in cui il re è l’attore intrappolato nel personaggio e il buffone il suo ultimo compagno.
Roberto Latini si prende una doppia ribalta. Con il compositore Gianluca Misiti firma in anteprima «Carta Carbone», progetto interattivo per spettatore unico costruito sulle parole di Amleto, e l’esperienza immersiva «Amleto al buio», dove gli spettatori muniti di cuffie si lasciano guidare da immagini interiori e irripetibili. Completa il fronte dei maestri Marcello Sambati, veterano del teatro di ricerca, con l’opera multidisciplinare «Euridice non può tornare» e con l’installazione sonora «Il giardino delle lingue», un ascolto visionario che fa esperienza poetica della voce.
Simona-Bertozzi – Le Palestriti @Luca del Pia
La scena che verrà, i talenti under 35
Il bello di Inequilibrio è proprio questo, mettere fianco a fianco i nomi consacrati e quelli che il pubblico imparerà a conoscere nei prossimi anni. Due spettacoli arrivano promossi da prestigiosi progetti di rete: «Stanza» di Gaetano Palermo e Michele Petrosino, lavoro per spettatore unico nato dentro il progetto blOOm, e «Ad Libitum» del danzatore francese Simon Le Borgne, associato al Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch. Davide Tagliavini gioca con guizzi e inviti in «That’s all» e omaggia Kate Bush in «Special K», Francesca Santamaria porta nel corpo il fenomeno social dello scrolling con «Good Vibes Only», il collettivo BumBumFritz si interroga su cosa significhi mettere al mondo un figlio nell’epoca dell’instabilità globale con «Dad or alive», premiato a Scenario 2025. C’è spazio anche per Alessandro Bandini, vincitore del Premio Mariangela Melato, che in «Per sempre» dà voce alla storia d’amore tra Giovanni Testori e Alain Toubas, per Pietro Cerchiello che in «Concerto per uno sconosciuto» racconta i suoi 460 chilometri a piedi lungo il Kungsleden svedese e per Pablo Girolami che con «Selective breeding» firma una satira su un futuro distopico in cui anche le persone vengono selezionate come gli animali.
Per tutte e per tutti, la sezione tout public con concerti e presentazioni
Una sezione intera, la tout public, guarda a ragazze, ragazzi e famiglie. Lo sloveno Fabla Collective porta lo spettacolo circense «Do birds dream to fly», selezionato dalla piattaforma Aerowaves, la compagnia Pindoc trasforma il quotidiano in gioco e immaginazione con «Re-clown» e il collettivo Fabbrica C cerca un equilibrio sottile in «What to do now», accompagnato dalla musica dal vivo di Pino Basile. Sul fronte dei concerti il compositore curdo Ashti Abdo canta la sua terra nel live in prima italiana «Saz û awaz», mentre il pianista Gianluca Misiti propone una selezione di musiche scritte per il cinema e per il teatro. Le presentazioni dei libri portano in scena ancora Marcello Sambati con la silloge poetica «Le forme della polvere» e Roberto Latini in dialogo con Massimo Paganelli, fondatore della rassegna, attorno al suo manuale dell’attore «Canità del cane».
Oltre il palco, laboratori e mostre con David Bowie protagonista
Il festival non si esaurisce sul palco, la sezione dei laboratori propone «Let’s Dance!», percorso per bambine e bambini tra i sei e gli undici anni guidato dalla danzatrice Delfina Stella, da cui nascerà una coreografia collettiva ispirata all’immaginario trasformista di David Bowie. Per chi vuole prolungare lo spettacolo oltre l’applauso c’è «A caldo», occasione di dialogo aperto sulla terrazza del Castello davanti a un bicchiere di vino curata da Elisa Sirianni. Nelle sale storiche prende forma «Sipario», mostra a cura di Fabbricaimmagini che racconta in immagini le residenze e i progetti site specific realizzati nel 2025 negli spazi di Armunia. A tenere insieme molti fili c’è proprio David Bowie. Nel decennale della scomparsa il festival ospita le opere vincitrici del bando «Il castello del Duca», concorso per illustratori e fumettisti, e trasforma il consueto «Pop Corner» dedicato alla creatività dei cittadini in un «David’s Corner» che accoglierà interventi ispirati all’icona per tutta la durata della manifestazione.
Informazioni utili:
La ventinovesima edizione di Inequilibrio si tiene dal 25 giugno al 4 luglio tra il Castello Pasquini di Castiglioncello e il borgo di Rosignano Marittimo. I biglietti costano 10, 8 e 5 euro, con prevendite su Liveticket e biglietteria attiva a partire da un’ora prima di ogni spettacolo. Tutte le informazioni sul programma completo sono disponibili su www.armunia.eu e sui canali social della Fondazione Armunia.
