Sui monti livornesi, dove il bosco incontra il mare, il borgo di Nibbiaia custodisce un luogo prezioso in cui convergono natura, arte e comunità. Sara Filucchi e Nicola Scarpellini sono i visionari e appassionati autori del progetto di arte contemporanea e ambientale “Respiro-Arte nell’aria del bosco” al Casolare Alberelli. La residenza d’arte, all’interno di una riserva naturale, accoglie nella sua sesta edizione circa 35 artisti, in un percorso intenso tra opere site-specific, performance ed eventi culturali.
Il progetto, promosso dall’associazione culturale Feronia, è parte della rete EUROPARC Federation e raggiunge quest’anno un traguardo importante, diventando evento satellite del New European Bauhaus Festival 2026. Questo riconoscimento lo inserisce nella rete internazionale NEB che fonde arti visive, sostenibilità e innovazione sociale, confermandolo piattaforma attiva a livello europeo.

Nibbiaia. Terra di sogni, natura e pirati
Casolare Alberelli è un luogo abitato da energie speciali che nasce alla fine del 1700 come piccolo monastero. A quei tempi la costa non era molto frequentata perché soggetta agli attacchi dei pirati dal mare. Da lassù sarebbe possibile vederli arrivare, tra la sagoma dell’isola Gorgona, che emerge come una creatura dalle acque e il Castello Sonnino, che brilla la mattina e si spegne al tramonto. Sara e Nicola aprono le porte della propria casa a una visione dell’arte e della vita corale e condivisa, dove la vera opera è l’incontro con l’altro, in stretta connessione con la natura. Accolti come in una famiglia, qui si scoprono talenti e linguaggi diversi, in un vortice multidisciplinare. Il percorso, tra installazioni e manufatti, è un sentiero luminoso dove le discipline artistiche si intrecciano fra loro: pittura, scultura, musica, performance, cibo e anche l’arte del ridere fa eco a questo luogo.
Samuele Alfani
Il progetto in cammino. L’ambizione di Sara e Nicola
NS: Sono un sognatore e ho conosciuto una grande sognatrice, insieme siamo riusciti a realizzare ciò che ci eravamo prefissati. Praticare la comunità è la cosa che ci riesce meglio. Ci siamo ritrovati in questo luogo bellissimo e abbiamo aperto le porte di casa agli altri. La qualità della vita… è questo il nostro lusso.
Da quale passato professionale provenite?
SF: Lavoravamo nella cooperazione internazionale, nel sociale e per la collettività. Siamo tornati in Italia circa 15 anni fa dal Guatemala, dove vivevamo e ci occupavamo della realizzazione di progetti di sviluppo ed esperienze con il mondo indigeno. La scelta di tornare a Nibbiaia per gestire l’azienda agricola di famiglia nasce per non perderla.
Sedicente Moradi
Come nasce l’associazione culturale Feronia e il desiderio di questo progetto creativo?
SF: L’Associazione Sara e Nicola inizia con Collina Jazz. Nel 2018 arriva Feronia, con l’idea di portare ad Alberelli le persone per integrare la propria professione in una comunità che, come una famiglia, desse respiro alla collettività. Volevamo creare un percorso artistico che partisse dal Casolare e arrivasse fino al mare, attraversando aziende e realtà del territorio. È un work in progress. Nibbiaia non è famosa e vorremmo fosse scoperta, ma di certo non devastata dalla massa. Proponiamo qualcosa che ne mostri la bellezza, anche a chi la abita. Abbiamo sempre avuto la passione per l’arte, il suo concetto di stupore è un potente mezzo.
Un progetto virtuoso che mira dunque a creare un indirizzo artistico all’interno delle aree protette.
Vorremmo un Respiro ampio nell’internazionalizzazione e nell’Europa. Ci piacerebbe estendere il progetto replicandolo in altre aree protette. Partecipare al New European Bauhaus è uno stimolo a diffondere le ampie possibilità che ne derivano, dando possibilità al singolo in connessione con l’arte.
Anita Brandolini
Diffondere i semi per vederli fiorire. La vostra visione è una grande eredità per i vostri figli.
NS: Ai nostri figli insegniamo che se credi in qualcosa puoi realizzarlo, non deve fermarti la paura del risultato, perché bisogna vivere il processo. L’apertura mentale, frequentare tante persone ci arricchisce, serve una visione delle cose da tanti punti diversi. Quando selezioniamo gli artisti non badiamo ad allineamenti studiati, tutti si integrano anche se con differenze.
Da un punto di vista emotivo, cosa vi resta dell’umanità di chi lascia ad Alberelli una parte preziosa di sé?
SF: È una fonte di nutrimento, Respiro ci permette di realizzare quello che ci piace: ospitalità, arte, condivisione, qui i nostri valori prendono forma. Adoro ascoltare la storia delle persone. Il filo rosso è la vocazione, la bellezza, l’essere umano che si mette in gioco.
NS: Resta la comunità. Con Respiro ho la possibilità di trascorrere un mese in contatto con tante persone e ricaricarmi per un anno. Ognuno di loro porta con sé una storia e mi racconta di mondi possibili che mi confermano la possibilità di dire: “Questa è la rotta”.
Sara Filucchi e Nicola Scarpellini
Secondo un detto arabo chi porta un libro in tasca porta con sé un giardino, un’oasi in cui rifugiarsi. Viaggio sempre con un libro che strofina il suo dorso sul mio fianco e mi ricorda che esistono storie e personaggi fantastici che creano opere d’arte con i pensieri e con le loro visioni coraggiose. Al Casolare Alberelli non ne ho sfogliato nemmeno una pagina, perché lì si leggono tanti libri diversi e sorprendenti…le persone.
Evento satellite del New European Bauhaus dal 10 al 13 giugno 2026
In copertina: Ludovica Lugli
Credit foto Gaia Carnesi
