La musica classica e i signori in giacca il sabato pomeriggio alla Pergola rappresentano un universo parallelo per la maggior parte degli under trenta, eppure Andrea Lucchesini, direttore artistico degli Amici della Musica, presentando la nuova stagione 2026/2027, sostiene che oggi ascoltare musica nei teatri fiorentini sia “un gesto rivoluzionario”, persino punk. In effetti, dobbiamo ammettere che stare due ore in una sala da concerto senza telefono in mano e senza scrollare niente è praticamente un atto di resistenza. Quest’anno la storica Associazione fiorentina che da più di cento anni porta la musica da camera di eccellenza internazionale al Teatro della Pergola e da qualche anno anche al Niccolini, presenta quarantanove appuntamenti, più altri quindici in altre sedi tra Fortissimissimo Firenze Festival e Fortissimissimo Metropolitano.
Il Preludio di stagione: torna il Fortissimissimo Firenze Festival
Per il decimo anno fff Fortissimissimo Firenze Festival sarà il ricco preludio della Stagione: nove concerti, dal 18 settembre al 7 ottobre, saranno ospitati nella Sala del Buonumore “Pietro Grossi” del Conservatorio Cherubini, nel Lyceum Club Internazionale di Firenze, presso l’Institut Français e l’Istituto Universitario Europeo a Palazzo Buontalenti. Come sempre il palco va a giovani bravissimi che si stanno facendo notare per talento e preparazione, da soli o nei complessi da camera.
L’inaugurazione del 17 ottobre nel segno dei due Zappa, Francesco e Frank
La stagione si aprirà il 17 ottobre con Giovanni Sollima, in programma Francesco Zappa, violoncellista milanese del Settecento e contemporaneo di Mozart accanto a Frank Zappa. Il motivo dell’accostamento ardito è che i destini dei due musicisti si sono incrociati davvero: nel 1984 Frank scovò il nome del suo omonimo settecentesco sul dizionario musicale Grove, ne rintracciò le partiture in una biblioteca universitaria californiana e le fece risuonare al Synclavier, realizzando la prima incisione di quella musica in oltre duecento anni. Sollima, violoncellista di rango e abituato a tenere insieme mondi distanti, dal barocco al rock, riprende oggi quel filo conduttore e lo riporta sul palco della Pergola. Per dimostrare che la classica non è il museo polveroso che credete, la prova è servita già al primo concerto.
Una carrellata di grandi pianisti, da Debargue e Sokolov a Beatrice Rana
Poi parte la sfilza di pianisti, che quest’anno è quasi un festival a parte: Lucas Debargue, Anna Kravtchenko, Jean-Efflam Bavouzet, Pietro De Maria, la grande Elisso Virsaladze, Leif Ove Andsnes e Paul Lewis che torna due volte col suo “Mozart +”. Fuori abbonamento e in coproduzione col Maggio, arrivano Beatrice Rana (9 gennaio), l’immenso Grigory Sokolov (10 maggio) e Maxim Vengerov, in duo con Polina Osetinskaya al pianoforte (11 giugno), per chiudere in bellezza questa carrellata di ospiti stellari.
Daniil Trifonov al Teatro Verdi, l’appuntamento per cui vale la pena mettere la sveglia
Un discorso a parte va fatto per Daniil Trifonov, classe 1991, che a Firenze mancava da nove anni e sarà l’unico appuntamento al Teatro Verdi il 25 gennaio. Russo di Nižnij Novgorod, Trifonov è semplicemente uno dei più grandi mostri sacri della tastiera. Nel giro di pochi mesi, tra il 2010 e il 2011, ha fatto incetta dei concorsi che contano: terzo al Chopin di Varsavia, primo al Rubinstein di Tel Aviv, primo premio e Gran Premio al Čajkovskij di Mosca. Dopo quella finale moscovita fu Martha Argerich a consacrarlo, dicendo di non aver mai sentito nulla di simile: una tecnica prodigiosa unita a un tocco che tiene insieme tenerezza e qualcosa di quasi demoniaco. Di lì in poi è stata per lui una cavalcata: un Grammy nel 2018 e Artista dell’anno dei Gramophone Awards nel 2016, residenze artistiche con la Chicago Symphony, la Filarmonica Ceca e un’altra vita parallela da compositore, perché Trifonov la musica la scrive anche. Chi lo ha ascoltato dal vivo lo dichiara spesso che, quando Daniil appoggia le mani sulla tastiera, il tempo sembra fermarsi.
Il Glocal Piano Festival e la giuria popolare agganciata al Concorso Busoni
L’8 novembre arriva invece il Glocal Piano Festival: una maratona di pianoforte agganciata alle prove del Concorso Busoni di Bolzano e gli Amici della Musica di Firenze sono tra le pochissime realtà al mondo scelte per ospitarne una prova vera. Il bello è che alla fine voterà il pubblico: sarà una giuria popolare a decidere chi passerà alle finali del 2027.
I quartetti d’archi e la residenza dei due ragazzi di casa, Strata e Pagano
Anche con i Quartetti d’archi gli Amici giocano in serie A da sempre: Cuarteto Casals, Pavel Haas Quartet e i debutti del Quartetto Indaco e del Chiaroscuro Quartet con Nicolas Baldeyrou al clarinetto. Continua anche la residenza di due ragazzi di casa, il pianista Gabriele Strata e il violoncellista romano Ettore Pagano che a 23 anni è diventato il primo musicista italiano, in più di settant’anni di concorso, a vincere il prestigioso Queen Elisabeth di Bruxelles 2026.
Le grandi voci della musica vocale da camera, dai Tallis Scholars a Barbara Hannigan
Per gli amanti della musica vocale da camera salgono sul palco quattro nomi di riferimento del genere. The Tallis Scholars, fondati da Peter Phillips, sono da mezzo secolo il metro di paragone della polifonia rinascimentale; i King’s Singers, sestetto a cappella nato a Cambridge, passano con la stessa naturalezza dai madrigali alle riletture pop; i belgi Vox Luminis di Lionel Meunier sono tra gli interpreti più acclamati del barocco vocale. Chiude il quadro il soprano canadese Barbara Hannigan, tra le voci più audaci della scena contemporanea e anche direttrice d’orchestra.
«Musica &…», quattro dialoghi tra la musica e gli altri linguaggi
Il ciclo di concerti che fa dialogare la musica con altri linguaggi presenta quattro programmi originali. Con “Musica &… Sperimentazione” Roberto Prosseda riporta in vita il pedalpiano, un pianoforte dotato di una pedaliera simile a quella dell’organo su cui suona pagine che vanno da Bach a Schumann, passando per Mozart, Liszt e Gounod. In “Musica &… Libertà” Emanuele Arciuli dedica la serata a Frederic Rzewski, compositore americano che unisce virtuosismo pianistico e impegno politico. Si prosegue il 7 febbraio attraverso “Musica &… Viaggio all’oriente della musica e dell’anima”, un appuntamento in cui l’ensemble barocco La Magnifica Comunità, guidato da Enrico Casazza e con Francesco Micheli alla voce recitante, firma un programma che intreccia pagine di Gallo, Händel, Hasse e Vivaldi. Infine il 4 aprile è la volta di “Musica &… Affinità elettive” in cui il Quartetto Werther, con Sandro Cappelletto alla voce recitante, costruisce un itinerario sui legami e le influenze reciproche tra compositori, da Mendelssohn a Brahms.
L’omaggio a Franco Rossi, a vent’anni dalla scomparsa
Il 29 novembre, a vent’anni dalla scomparsa, gli Amici della Musica rendono omaggio a Franco Rossi (1921-2006), storico violoncellista del Quartetto Italiano di cui fu tra i fondatori nel 1945 dedicandogli trentacinque anni di carriera fino allo scioglimento della formazione. Veneziano di nascita ma fiorentino d’adozione, fu anche maestro amatissimo e molti dei musicisti riuniti per l’occasione si sono formati alla sua scuola. A guidarli sarà Mario Brunello, che raccoglie attorno a sé un gruppo di noti violoncellisti italiani che insieme al Quartetto Indaco presenteranno un programma che spazia da Gabrieli e Beethoven fino a Wagner e Sollima.
Le proposte per le famiglie e i progetti dedicati alle scuole
Tra le proposte che ritornano anche quest’anno segnaliamo ci sono Piccola, grande musica, pensata per i più piccoli e le loro famiglie con le iniziative per le scuole, Artisti in classe che porta i musicisti all’interno degli Istituti superiori e Giornalisti in classe per insegnare agli studenti a scrivere di musica.
Le tessere Young, biglietti a cinque e dieci euro per gli under 30
Da segnalare le tessere Young, che dal 2024 propongono biglietti a cinque e dieci euro per il pubblico sotto i trent’anni: carpe diem!
Info e programma completo su: amicimusicafirenze.it