Site icon Lungarno

Bad Apple Sons – Un ritorno necessario

Se c’è una band che incarna perfettamente lo spirito e l’evoluzione del Rock Contest negli ultimi anni, quelli sono i Bad Apple Sons. Vincitori dell’edizione 2008, sono stati capaci di sparire e ritornare sempre con la stessa urgenza, evitando accuratamente ogni etichetta scontata. Sabato 14 marzo tornano “a casa”, sul palco del GLUE di Campo di Marte, per una serata che profuma di celebrazione: i 50 anni di Controradio si intrecciano con il lancio del loro nuovo album, “Relate, Relief”, un disco che promette di spostare ancora una volta l’asticella delle loro traiettorie sonore. Ad accompagnarli sul palco in questa maratona ci sarà il ritorno dei Sadside Project e la presenza magnetica di Alberto Mariotti (Samuel Katarro/King Of The Opera). A chiudere il cerchio, i dj set di Michelle Davis e Wassilij Kropotkin.
Prima di vederli dal vivo, abbiamo fatto due chiacchiere con i Bad Apple Sons tra passato, presente e il sollievo di un nuovo inizio.

Che effetto vi ha fatto scongelarvi dieci anni dopo e scoprire che il post-punk che facevate adesso è di moda?

Le mode cambiano costantemente e sempre più velocemente. Noi restiamo fedeli al nostro suono e alla nostra idea di comporre musica senza etichette; ascoltiamo tanti generi diversi che influiscono in modo naturale il nostro approccio alla scrittura dei pezzi.

Come vi sembra sia cambiata LA SCENA fiorentina? Vi sentite parte di qualcosa?

Avendo assistito alla chiusura di una larga parte delle sale da concerto, e in generale dei locali dove poter suonare, pensiamo che ogni tentativo di mantenere una scena viva è sicuramente prezioso a suo modo, in questo momento. In città si sente la mancanza di un luogo storico come l’Auditorium FLOG, un locale che ha portato in città musica di alta qualità e ci ha permesso di crescere come musicisti.

 

La dicotomia tra la prima parte dell’album più nervosa e la seconda più spirituale, cosa vuole rappresentare?

La dicotomia di cui parli nasce dall’aver unito idee musicali degli individui di undici anni fa con altre idee degli individui di oggi, creando così naturalmente un arco musicale che descrive il passaggio del tempo, l’aumento delle esperienze e degli ascolti. Il suo filo conduttore sono i testi, in prima persona, che descrivono varie fasi emotive forti, critiche.

 

 

In anni di triste omologazione, la vostra musica continua ad avere una forte identità e una chiara direzione. Fare musica nel 2026 è per voi un atto politico?

E’ un atto personale che può diventare o essere percepito politico in tante piccole maniere, dalle scelte di performance alle scelte di canali di promozione alle scelte dei testi, e così via.

Considerate questo ritorno come una continuazione della vostra storia o come l’inizio di una “seconda vita” artistica?

Il nostro obiettivo era di dare vita a delle vecchie idee musicali che erano rimaste troppo a lungo nei nostri drive. In questo processo di recupero e arrangiamento sono nate nuove composizioni e quindi un disco. Dopo essere riusciti a compiere quello che ci eravamo prefissati, tutto ciò che viene adesso è solo un regalo benvenuto.

 

 

GLUE Alternative Concept Space
Sabato 14 marzo ore 22
Ingresso libero con tessera Associazione Culturale Glue APS (16€ euro)

 

https://www.facebook.com/badapplesons
https://www.instagram.com/bad_apple_sons/

 

Exit mobile version