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200 artisti, 100 eventi: il 2026 plurale di Toscana Produzione Musica

Duecento artisti, cento eventi, un asse creativo che unisce Firenze e Pisa per irradiarsi in tutta la regione, in Italia e all’estero. Il 2026 di Toscana Produzione Musica (TPM) conferma la maturità di un progetto nato nel 2022 e diventato in pochi anni un’infrastruttura culturale riconosciuta dal Ministero della Cultura e sostenuta da Fondazione CR Firenze e Regione Toscana.

Dalla fondazione a oggi, il Centro ha prodotto circa 400 eventi coinvolgendo oltre 300 artisti. Il nuovo anno – secondo del secondo triennio ministeriale – non è solo un dato quantitativo: è la dichiarazione di una visione che lavora sul contemporaneo, intrecciando produzione artistica, formazione, tecnologia e reti internazionali.

Presieduto da Paolo Zampini e diretto artisticamente da Francesco Mariotti e Maurizio Busìa, TPM nasce come centro di creazione musicale diffuso. L’assunto è semplice ma ambizioso: le idee hanno bisogno di tempo, confronto e accompagnamento. Per questo il lavoro non si limita alla programmazione, ma segue i progetti dalla fase creativa a quella organizzativa, costruendo un sistema che mette in relazione pubblici, artisti, enti e istituzioni.

Un hub che parte dalla Toscana

Nel 2026 TPM attraversa alcuni dei luoghi simbolo della musica in Toscana: PARC – Performing Arts Research Centre a Firenze, Met Jazz a Prato, Estate Fiesolana, Città del Teatro di Cascina, Pisa Jazz Festival.

Al PARC si concentrano due rassegne identitarie. “Mixitè – suoni e voci antiche e attuali” (dal 15 marzo) intreccia tradizioni e linguaggi contemporanei con undici live in prima toscana – alcuni in esclusiva italiana – tra Sardegna, Friuli, Tunisia, Mongolia. In cartellone Massimo Silverio, Marta Del Grandi, Duo Bottasso, Gnut con Alessandro D’Alessandro, Joachim Cooder, Enji Erkhem e molti altri.

In autunno torna “Flux – flussi di musica creativa”, dedicata al jazz e alle musiche di ricerca, con ospiti già annunciati come Marc Ribot, Nicole Mitchell e Mary Halvorson. Prosegue anche la scelta dei concerti la domenica alle 19: una scommessa che negli ultimi due anni ha registrato sold out, intercettando un pubblico più ampio e trasversale.

Europa, reti, innovazione

Il respiro del Centro è sempre più europeo. TPM è l’unica realtà italiana nel progetto Horizon Europe “Amplify”, accanto a partner come il Gran Teatre del Liceu, la NTNU e la rete Europe Jazz Network, che riunisce oltre 180 organizzazioni internazionali.

Sul fronte della trasformazione digitale si inserisce “Next Stage”, progetto dedicato a realtà virtuale e aumentata applicate alla musica dal vivo: concerti fruibili con visori VR, audio immersivo spazializzato e riprese a 360°, per superare il formato tradizionale e sperimentare nuove modalità di ascolto.

Parallelamente, TPM – insieme a Salty Music – ha vinto un bando europeo per le residenze musicali (PR FSE+ 2021–2027) con il progetto Sa.Mu.R.A.I – Residenza Musicale Toscana, dedicato all’alta formazione e alla crescita professionale dei giovani musicisti. Ricerca tecnologica e formazione convivono così in una strategia multilivello, capace di garantire continuità e sostenibilità.

Le produzioni in circuito

Tra i progetti di lungo corso prosegue “La finestra di Puccini”, incontro tra il pianista Danilo Rea e il compositore e tubista Michel Godard, dedicato alla musica di Giacomo Puccini.

Il 2026 rilancia anche “Solo una cosa ho avuto nel mondo”, ispirato a Pier Paolo Pasolini, e nuovi lavori curati da Silvia Bolognesi dedicati ai centenari di John Coltrane e Miles Davis.

Spazio inoltre al ricordo dei concerti italiani del 1956 di Chet Baker, celebrato dal pianista Enrico Pieranunzi.

Accanto agli omaggi, nuove produzioni che intrecciano swing, bebop, canzone d’autore e ricerca contemporanea: dal progetto di Bobo Rondelli con Nico Gori al “Groovin’ High Bebop 5tet”, fino a “Dduje Paravise” di Gnut e Alessandro D’Alessandro. E ancora, una costellazione di giovani autori e interpreti – Michelangelo Scandroglio, Jacopo Fagioli, Paolo Angeli, Simone Graziano e altri – che trovano in TPM uno spazio di crescita e circuitazione.

Formazione e territorio

La vocazione formativa è parte integrante del progetto. Le collaborazioni con Siena Jazz e la Scuola Normale Superiore di Pisa si traducono in concerti, residenze e occasioni di incontro tra studenti e professionisti. Dal 2022 TPM fa parte della rete I-Jazz, che riunisce oltre 80 festival italiani, rafforzando la diffusione nazionale delle produzioni.

Il 2026 di Toscana Produzione Musica parla plurale perché plurale è la sua struttura: un centro che produce, forma, sperimenta e mette in rete. Non solo concerti, ma processi; non solo eventi, ma relazioni. Un progetto che parte dalla Toscana e la restituisce come laboratorio contemporaneo, accessibile e inclusivo, capace di connettere territori e visioni senza perdere il radicamento locale.

toscanaproduzionemusica.it

 

in copertina: Ensemble Nist Nah Will Guthrie – photo Remi Angeli

 

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