Controradio compie 50 anni. La storica emittente radiofonica indipendente di Firenze raggiunge nel 2026 un traguardo importante. Abbiamo intervistato Sara Maggi, direttrice responsabile e una delle fondatrici di Controradio, per ripercorrere i momenti chiave di mezzo secolo di musica e informazione fiorentina.
Controradio nasce il 31 marzo del 1976, fondata da un gruppo di studenti universitari e militanti della sinistra extraparlamentare. Con che spirito avete dato vita alla radio?
«Fin dall’inizio ci siamo posti in modo diverso rispetto alle tante radio militanti dell’epoca. Registrammo la testata al Tribunale di Firenze come giornale quotidiano radiodiffuso: nessuno all’epoca avrebbe mai fatto una scelta del genere. Volevamo essere una voce del vissuto cittadino, fare davvero controinformazione. Quando scoppiò il Movimento del ‘77 raccontammo proteste, cortei e scontri di piazza dal punto di vista degli studenti. Controradio fu la seconda radio libera in Italia, dopo Radio Alice di Bologna, ad essere chiusa dalla polizia su ordine della questura».
Negli anni ‘80 il clima cambia: molte storiche radio libere chiudono e si diffonde il disimpegno politico. Controradio diventò il punto di riferimento per il fermento Punk e New Wave che accendeva la vita notturna fiorentina. “Firenze è la nuova capitale”, titolava la rivista musicale Rockerilla. Che anni furono?
«Nel 1983 decidemmo di trasformarci da cooperativa a società, accettando la sfida di stare sul mercato senza diventare una radio commerciale. Volevamo dimostrare che si poteva esistere fuori dal mainstream, grazie a una visione chiara. Dal 1984 organizziamo il Rock Contest, concorso per artisti emergenti da cui sono passati musicisti che sarebbero poi diventati pilastri della musica alternativa italiana come Samuel dei Subsonica, Roy Paci, Paolo Benvegnù, Irene Grandi, Lucio Corsi, Emma Nolde».
Ci sono dei momenti che raccontano meglio di altri cos’è stata Controradio?
«È difficile sceglierli, perché lavoriamo giorno per giorno, con e per gli ascoltatori. Per questo il nostro slogan per il cinquantenario è “50 anni insieme”. Ricordo quando negli anni ‘90 siamo stati in diretta un’intera notte per raccontare lo scoppio della Guerra del Golfo grazie ai nostri inviati sul posto, o quando durante le grandi nevicate degli anni duemila siamo rimasti in diretta per 48 ore per aiutare i cittadini. Anche durante il Covid siamo riusciti a non interrompere le trasmissioni e stare a fianco delle persone che stavano a casa. Oggi siamo una media company con circa 45.000 ascoltatori, anche all’estero, tra cui molti giovani che ci ascoltano tramite app e podcast».
Chissà se quei ragazzi e quelle ragazze che nel 1976 decisero di imbarcarsi in questa avventura avrebbero mai immaginato di arrivare a festeggiare i cinquanta anni di Controradio. Probabilmente non se lo chiedevano neanche. E forse è proprio così che nascono le grandi storie.
Crediti fotografici: Per gentile concessione di Controradio