Dove l’impegno, la comicità e l’avventura hanno fallito, il genere gotico ha riportato i giovani in sala. Ma questa nuova generazione di vampiri, mostri e creature della notte cosa hanno in comune?
Dracula e Frankenstein, letterariamente parlando, sono nati nella stessa notte. Estate 1816, una pioggia battente costringe gli ospiti di Villa Diodati, nei pressi di Ginevra, a stare chiusi in casa a scrivere racconti del terrore. Fra i villeggianti vi erano, insieme al poeta Shelley, a Lord Byron e a Claire Clairmont, anche il Dottor John William Polidori e la giovane scrittrice Mary Shelley. Dall’ingegno di questi ultimi nascono le due creature che continuano a perseguitare i nostri incubi ancora oggi. Polidori scrive un racconto breve intitolato Il vampiro, che sarà di ispirazione a Bram Stoker per il suo Dracula, mentre la brillante Mary Shelley dà alla luce quello che sarà il primo grande romanzo gotico, Frankenstein appunto.
È buffo che questi due personaggi, che contavano già una quantità imbarazzante di adattamenti cinematografici, si siano fatti concorrenza, tra sala e Netflix, nell’ultimo tratto del 2025 attraendo una nuovissima fetta di pubblico soggiogata dal loro “mostruoso” fascino. Luc Besson, dopo aver dominato gli anni ’90, viveva un momento professionale non particolarmente vivace. La rilettura odierna della pellicola del 1994 Leon, in cui si alludeva a un interesse sentimentale di una Natalie Portman appena 12enne verso il co-protagonista Jean Reno che all’epoca aveva 45 anni, insieme a un’accusa per molestie, sembravano aver relegato l’autore francese nel cono d’ombra della cancel culture ma, grazie al suo Dracula-L’amore perduto, è tornato sorprendentemente alla ribalta. La pellicola è infatti il film francese che ha incassato di più in Italia dopo la pandemia.
Ma cosa ha di speciale questa nuova versione? Anzitutto non fa paura e non si prende sul serio rimanendo nel territorio sicuro del romanticismo. Dalla vicenda sono tolti tutti gli elementi più disturbanti rendendolo un prodotto genuinamente pop. Il passaparola sui social ha molto contribuito alla fortuna commerciale del film. La riproduzione su TikTok dell’incontro fra il Conte e Mina, al quale gli utenti hanno aggiunto una colonna sonora ancora più accattivante di quella originale, ha dimostrato quanto questo romanticismo lontano nel tempo ha colpito l’immaginario delle generazioni più giovani.
Il genere gotico, attraverso la rilettura dei classici della letteratura, è passato anche da Netflix grazie a un Frankenstein saggiamente fatto interpretare dal giovane attore più bello dei nostri tempi. Jacob Elordi, e i suoi 197 cm di altezza, nei panni della sfortunata creatura hanno reso il film diretto da Guillermo del Toro un trionfo di perfezione formale che ha molto poco a che fare con la crudezza della storia originale, ma che ci delizia piuttosto con una gagliarda tensione sessuale. Mia Goth, che interpreta il ruolo di Elizabeth, arrivata al cospetto della creatura non esita a sbarazzarsi di veletta e guanti per meglio ammirare, e accarezzare, pettorali e addominali del malcapitato che, con una piccolissima concessione all’universo sadomaso, si trova incatenato in una umida cantina. Non mancano poi una sequenza di magistrali cartoline vittoriane che riconfermano del Toro un vero maestro del genere. Questi due film, che tutto sommato sono molto piacevoli, ci hanno solo scaldati per quello che sarà il più dark e, probabilmente, il più hot degli adattamenti letterari dal sapore gotico di questo inizio anno: Cime Tempestose di Emerald Fennell dove ritroveremo Jacob Elordi accanto a Margot Robbie.