C’è tempo fino al 18 gennaio 2026 per visitare al Museo della Città di Livorno “Il Vernacoliere in mostra. Locandine, tavole e tant’altro”. Sono oltre le 300 locandine esposte dell’iconica rivista satirica livornese, dal 1982 al 2025. In un percorso quasi catartico, il visitatore può ripercorrere quasi 45 anni di storia d’Italia. Per chi apprezza il sense of humour non certo implicito (e comprende il vernacolo, appunto), si ride a crepapelle.
Voluta dall’amministrazione comunale dopo l’annuncio di una pausa nella pubblicazione per meglio capire la possibilità di uscire in presenza anche della continua dilagante chiusura delle edicole, la mostra è anche un appello (dopo quello del 2020) alla continuazione delle pubblicazioni della testata, che per difendere la propria indipendenza aveva già da tempo rinunciato alla pubblicità.
Le locandine, insieme alle tavole originali di celebri vignettisti e ai materiali editoriali, offrono uno sguardo unico su come la satira – quella più graffiante e autentica – abbia saputo raccontare l’Italia contemporanea, trasformando fatti e personaggi pubblici in simboli di costume e critica sociale. Grazie allo storico direttore, Mario Cardinali, e alle molte firme di vignettisti e penne di primo livello, ormai quasi leggendarie (Alberto Pagliaro, Andrea Rovati, Ettore Ferrini, Giuliano Lemmi, Guido Amato, Daniele Caluri, Andre Camerini, Marco Citi, Tommy Eppesteingher, David Lubrano, Emiliano Pagani, Federico Maria Sardelli, Max Greggio, tra gli altri).
Ad ingresso gratuito, la mostra è un’ottima scusa non solo per immergersi nell’irriverente mondo de Il Vernacoliere, ma anche per scoprire il Polo Culturale dei Bottini dell’Olio – Piazza del Luogo Pio. Questo affascinante spazio museale non si limita ad ospitare esposizioni temporanee: custodisce anche le collezioni permanenti che raccontano la storia, l’arte e l’identità della città labronica in un allestimento moderno e coinvolgente e un’ottima sezione dedicata ai maggiori artisti italiani contemporanei.
La struttura, situata in pieno centro storico e a un passo dal porto, esalta la bellezza architettonica del luogo e la sua posizione strategica proprio accanto al mare, fungendo da biglietto da visita perfetto per chi arriva via mare.
Menzione speciale: la nicchia del Museo della Città già dedicata alle false teste di Modigliani sarà arricchita dall’esposizione di 3 locandine iconiche dedicate all’evento (Trovata una sega).
E se una visita a Livorno è sensato dal punto di vista culturale, lo è ancor di più se in abbinamento a una torta di ceci o a un frittino di mare, magari calandoci (dopo la visita) nel cuore della livornesità più verace (sì, come i frutti di mare) a cui il Vernacoliere ha attinto a piene mani.
foto: Diego Pecori