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Gattaccio: spazio di musica, cultura e aggregazione a Firenze

Nel quartiere di Sant’Ambrogio a Firenze, proprio a ridosso della sua piazza del mercato, ha aperto ad inizio novembre Gattaccio, un concept store indipendente fondato da Claudia Pasquini e Ginevra Lastrucci, due amiche unite dalla passione per la scena underground e auto-prodotta.

Lo spazio combina libreria, negozio di dischi, caffè e wine bar, ma soprattutto si presenta come un luogo condiviso dove “le cose accadono e le persone si incontrano”. Gattaccio si definisce “punk senza dover dimostrare di esserlo”, e ha inaugurato a dicembre con un intero mese di eventi, tra live set, dj set, listening session, letture e presentazioni, con l’obiettivo di dedicare del tempo alla vita del quartiere e costruire relazioni.

 

⁠Cos’è per voi Gattaccio?

«Gattaccio è uno spazio, un concept store, che racchiude editoria, records ed una caffetteria con wine bar. Lo percepiamo come un luogo attivo – che mai vorrà essere passivo – nell’ispirazione e nel confronto; è un luogo che coinvolge, dà e riceve stimoli. In questo modo Gattaccio è uno spazio di espressione per noi, ma anche per il pubblico che lo frequenta. Crediamo che spazi di questo genere siano necessari per la nostra società e le nostre città, così come a Firenze».

⁠Gattaccio è uno spazio che unisce musica, editoria, cultura e autoproduzione. Raccontateci di più: qual è il “fil rouge”?

«Gattaccio è uno spazio di aggregazione sia nella forma, che nella sostanza. Possiamo dire che assume le sembianze di un gruppo di persone che condivide interessi comuni: attualità, musica, lettura, tendenze, arte, cultura generale, pensiero critico, denuncia e provocazione. La curatela è indipendente: viene gestita direttamente da noi, senza passare da intermediari e distributori. Questo fa sì che ogni rapporto venga curato personalmente, dall’etichetta discografica, alla casa editrice, fino alla cantina. Il “fil rouge” che accomuna i nostri prodotti deriva principalmente dal nostro background e da un’attenta ricerca».

 

⁠A dicembre, in occasione della vostra inaugurazione, avete realizzato un intero mese di eventi. Come avete scelto le collaborazioni, e quanto secondo voi è importante dare spazio alle realtà locali?

«La produzione dietro alla nostra inaugurazione è stata molto spontanea, le cose sono avvenute senza doverle forzare. Gli input che hanno fatto sì che le diverse personalità intervenissero sono stati vari; per noi sono trainanti il contenuto e la qualità della proposta, al di là dell’appartenenza ad uno specifico territorio. Ci teniamo però a sottolineare, che a livello locale sono sicuramente attivi ad oggi diversi progetti interessanti».

Ospitando eventi musicali, quanto è importante e necessario un buon impianto audio, anche nello spazio di Gattaccio?

«L’impianto audio ha un ruolo decisivo nell’esperienza di ascolto. Per noi è sempre risultato prioritario che fosse centrale e di alta qualità; vogliamo che gli artisti abbiamo il giusto strumento per performare e dunque rendere giustizia alle diverse sonorità che si esprimono nel nostro spazio».

 

Info
Gattaccio – Piazza Ghiberti 16r (Firenze)
IG  – ciao@gattaccio.com

Photo credits: Gattaccio

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