Sono incuriosita dalla sessualità anale ma mi vergogno a dirlo al mio partner. Tutti i compagni delle mie amiche si ‘lanciano’ in quella direzione senza bisogno che gli venga chiesto e invece il mio compagno non sembra interessato al tema.
È normalissimo essere incuriosita dalla sessualità anale e altrettanto normale provare un certo brivido d’imbarazzo quando si pensa di dirlo al partner. Dopotutto, non è esattamente la classica conversazione da «Passami il sale, tra l’altro…».
Ma partiamo da una buona notizia: l’ano è ricchissimo di terminazioni nervose. Tradotto: il corpo ha fatto metà del lavoro per te. Se esiste un luogo del corpo pensato per sorprendere, è proprio quello. Quanto al fatto che i compagni delle tue amiche “si lancino” di loro iniziativa… be’, ogni coppia ha il suo stile. Alcuni partner sembrano usciti da un manuale di esplorazione geografica, altri invece preferiscono non avventurarsi senza una mappa, un consenso scritto e un briefing pre-partenza. E va benissimo così: la mancanza di slancio non è necessariamente mancanza d’interesse, spesso è solo prudenza, timidezza o semplice non-telepatia.
Il modo migliore per affrontare la cosa? Non serve una confessione drammatica: puoi introdurre l’argomento parlando in generale di fantasie o curiosità, in un momento tranquillo, senza pressioni. Puoi dire qualcosa come: «C’è una cosa che mi incuriosisce e mi farebbe piacere parlarne con te». Questo sposta il focus sulla fiducia reciproca, non sulla richiesta di fare subito qualcosa. L’argomento fa molto meno paura quando lo trattiamo come ciò che è: una parte curiosa e assolutamente sana della sessualità.
E se, parlando, dovesse emergere che lui non è particolarmente attratto dall’esplorazione anale? Tranquilla: non devi mandare in pensione la tua curiosità per questo. Un toy progettato per l’uso anale può diventare un ottimo alleato, da usare da sola o – se lui è aperto a partecipare in altri modi – mentre condividete il momento. A volte la complicità nasce proprio da queste zone di confine, dove nessuno è obbligato a nulla ma entrambi possono esplorare.
Insomma: curiosa sì, imbarazzata anche, ma perfettamente in diritto di esprimere ciò che desideri. La sessualità non è un quiz dove bisogna indovinare la risposta del partner: si gioca meglio quando ci si parla. E con un pizzico d’ironia ancora meglio.
La CLIT
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foto di copertina: Crediti Matilde Parietti