Arte

Il gioco della forma di Erwin Wurm

By Emanuele Nesti

November 07, 2022

Chi è rimasto affascinato dal Salsiccia Fat Bus in piazza Santa Maria Novella non si può perdere la nuova mostra “Trans Formam” dell’artista Erwin Wurm, che si tiene fino al 18 marzo nella Galleria Poggiali. Austriaco, classe 1954, Wurm è uno dei protagonisti principali della scena artistica contemporanea e l’esposizione ripercorre attraverso 22 opere iconiche la sua carriera internazionale. L’artista concentra la sua produzione nell’analisi concettuale e materiale della forma e delle sue metamorfosi. Le sue opere sono oggetti parte del nostro consumismo quotidiano, come il cibo massificato, le case e le macchine, gonfiati a dismisura al limite della liquefazione.

Un’esaltazione burlesca del capitalismo e dei suoi prodotti, con l’obiettivo di ottenere una distorsione ironica che doni la possibilità di un disincantato dibattito, proseguendo la strada già tracciata dagli artisti della Pop Art, tra i primi a criticare, nel mondo dell’arte, la società capitalistica. Diffuso nelle due sedi di Via Spada e Via Benedetta, spiccano nel percorso della Galleria opere come Big Kiss, due wurstel antropomorfi avvinghiati in un bacio klimtiano o le celebri Fat Houses, riproduzioni di case schiacciate da enormi salami, come fossero gomma.

Oltre ad alcuni oli su tela di gusto astratto realizzati per l’occasione, rappresentanti salsicce o gelati, opera capitale della mostra è Fat Convertible, una macchina “ingrassata” attraverso l’utilizzo del poliuterano, che dona la sensazione di una forte compressione a terra, in opposizione alle ricerche verso l’elevazione spirituale di altre forme artistiche. Le sale sono illuminate attraverso una fredda luce LED immersa in uno spazio bianco, che permette una facile visione delle singole opere ma trasmette un sentimento claustrofobico, poco consono al concetto moderno di libera e universale fruizione dell’arte. L’accesso alla mostra è gratuito e per l’occasione è disponibile un catalogo  dedicato con un saggio di Helmut Friedel.