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A Jazz Supreme – Un omaggio che vale oro

Ben LaMar Gay 35th St Monarch Butterfly Sanctuary By Alejandro Ayala CROP (1)

Al via domani, venerdì 14 ottobre, A Jazz Supreme, la rassegna che omaggia l’album capolavoro “A Love Supreme” di John Coltrane, pietra miliare nella storia della musica. Nella splendida Sala Vanni di Piazza del Carmine, il meglio della scena jazzistica contemporanea. Ne parliamo con il pianista e compositore Simone Graziano, curatore artistico della kermesse musicale insieme al presidente del Musicus Concentus, Fernando Fanutti.

Ci dai una tua visione generale sul programma di A Jazz Supreme?

Il concerto di apertura è affidato al gruppo JazzaSonic di Dario Cecchini. Ci piaceva l’idea di introdurre la rassegna 2022 con questo ensemble perché rappresenta ottimamente il rapporto tra tradizione e innovazione.
Dopo avremo Dan Kinzelman “Unfall”, un quartetto di soli fiati in cui Dan è anche l’autore di tutti brani. Mi piaceva pensare a questo gruppo immerso nell’acustica particolare della Sala Vanni.
Panaemiliana è un quintetto che ha base a Bologna che trae la sua fonte di ispirazione in un mix tra folk e jazz. Quando l’ho sentito la prima volta ho avuto la netta sensazione di un gruppo capace di raccontare il folk italiano, meglio emiliano, attraverso un linguaggio contemporaneo.
Il quarto gruppo invece è capitanato da Jacopo Ferrazza, giovane contrabbassiste e bravissimo compositore, e vede la presenza di un organico anche qui particolare: al trio classico con Enrico Zanisi al piano e Valerio Vantaggio alla batteria, si aggiungono la voce di Alessandra Diodati e il violoncello di Livia De Romanis.
Molto interessante il gruppo di Ben Lamar Gay, un cantante di Chicago che ha fatto un disco bellissimo, “Open Arms to Open Us”, con influenze jazz hip-hop, elettronica e fusion.
L’ultimo concerto, invece, è di Linda May Han Oh che è una straordinaria contrabbassista, nativa malesiana, ma ormai residente da anni a New York. Collabora con tutti i principali artisti newyorkesi, da Dave Douglas, Vijay Iyer, Matt Mitchell quindi è veramente un grande piacere anche averla quest’anno ad A Jazz Supreme.

Con quale metodo tu e Fernando Fanutti avete scelto gli artisti da far suonare?

Generalmente a metà dicembre Nando mi chiama nel suo studio e mi dice: “Simone ora è il tempo di sognare”. Quindi incominciamo a raccontarci quelli che sono i gruppi che ci hanno più colpito nell’ultimo anno e poi, con estrema calma perché sognare fa bene, cominciamo a vedere se il sogno si può tramutare in realtà.

Il successo del recente Firenze Jazz Festival ha confermato l’attenzione della nostra città verso una scena in continua evoluzione e contaminazione. Secondo te c’è speranza?

Sarà che sono un eterno ottimista, ma vedo attorno a me un crescente desiderio di esserci, di partecipare agli eventi, di partecipare delle manifestazioni in cui si raccontano delle realtà. Io sento che c’è molta voglia di esserci, tanto più dopo due anni di chiusura, e questo è palpabile girando in Italia e in Europa

Chi vorresti invitare per la prossima edizione?

Guarda, sono talmente tanti che non basterebbe lo spazio su Internet per per elencarli tutti! Scherzi a parte, questo ancora non è “il momento di sognare” come dice Nando. Godiamoci questi sei concerti che stanno per arrivare e poi daremo libero sfogo all’immaginazione.

 

INFO: https://www.musicusconcentus.com/

Cartellone A Jazz Supreme (1)

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