Teatro

Gifuni sarà un Aldo Moro imperdibile

By Tommaso Chimenti

January 13, 2022

di Tommaso Chimenti

Il 2022 teatrale a Firenze parte in sordina. Alcuni teatri hanno una programmazione farraginosa e attendono di vedere che cosa succederà, covid e disposizioni ministeriali permettendo.

Meno male che il Teatro della Pergola in questa stagione sforna titoli e nomi, qualità e curiosità, eccellenze nostrane e internazionali. Viva la cura Stefano Accorsi. Prima spazio alla comicità con “Il marito invisibile” (1-2) di Edoardo Erba con due delle più simpatiche (e bravissime, ovviamente) e versatili attrici in circolazione: Maria Amelia Monti e Marina Massironi. Due amiche cinquantenni che non si vedono da molto tempo si incontrano in chat. Una delle due racconta all’amica che si è sposata e che il marito è invisibile. Erba ci parla di realtà virtuale mentre le attrici-personaggi agiranno sul palco, intente nella loro vita quotidiana, e negli schermi in alto che riproporranno le video call e gli zoom ai quali, purtroppo, tutti siamo abituati e adeguati ultimamente. Una doppia visione dunque, e nuova, per gli spettatori. Dalla leggerezza alla storia, dalle risate al tragico.

Fabrizio Gifuni, che qualche anno fa già ci ha raccontato sul palco di Pasolini, stavolta diventa, in “Con il vostro irridente silenzio” (18-23), Aldo Moro, che si fa carne assieme alle sue lettere spedite dalla prigione delle Brigate Rosse dove fu rinchiuso per cinquantacinque lunghissimi e inutili giorni che terminarono con la sua uccisione dopo un processo farsa: “A distanza di quarant’anni poche persone hanno letto davvero quelle lettere, molti hanno scelto di dimenticarle”, dice amaro Gifuni.

Chiudiamo con l’intelligenza e la musicalità degli Oblivion, il quintetto bolognese, che propone al Teatro Puccini il nuovo “Oblivion Rhapsody” (21-22), show che celebra i primi dieci anni del gruppo. E sarà una summa degli episodi e delle canzoni e gag migliori sfornate in questi anni, le parodie, le imitazioni, i gorgheggi, le hit distorte e quelle trasformate, insomma un the best of per chi li ha amati, un punto di partenza per chi non li ha mai visti dal vivo.