Storie

Dalla parte degli Invisibili

By Raffaella Galamini

January 04, 2021

Come l’emergenza Covid ha cambiato l’attività delle Unità di strada

Dormono stretti in una coperta sotto i loggiati dei palazzi storici, chiusi nei sacchi a pelo nei sottopassi delle stazioni, talvolta sui cartoni all’ingresso delle chiese e degli ospedali. Quest’inverno, causa Covid, è stato chiesto uno sforzo in più per assistere chi è senza una fissa dimora a Firenze: il servizio di accoglienza gestito dalla Fondazione Onlus Caritas non si è tirato indietro. Per far fronte all’emergenza sanitaria sono stati istituiti anche il servizio infermieristico di reperibilità serale e i test rapidi per chi decide di entrare in struttura forniti dalla Fondazione CR Firenze. Palazzo Vecchio e i diversi Quartieri si sono impegnati per “non lasciare indietro nessuno” nel segno di una “città coesa e solidale”. 

Lo sforzo maggiore, come sempre, è stato affidato ai volontari. Per chi rinuncia a uno dei 150 posti letto disponibili tra Albergo Popolare, Foresteria Pertini, San Martino alla Palma e varie strutture sul territorio, ci sono le unità di strada che ogni sera dalle 20 alle 24 passano a distribuire kit, coperte, mascherine. La Croce Rossa Italiana è operativa ogni martedì e venerdì, gli altri giorni tocca ai volontari di Insider e OutsiderFratellanza Militare e Misericordie senza dimenticare Ronda della caritàComunità di Sant’EgidioAngeli della cittàPorte aperteCaritas di MonticelliAssociazione Acisif e altre realtà. 

Basta una serata di fine dicembre, trascorsa con i volontari della CRI-Comitato di Firenze, per rendersi conto delle condizioni in cui si vive in strada. Il pulmino della Croce Rossa parte per il suo giro alle 20 da Lungarno Soderini. A bordo una cinquantina di kit: dentro ogni sacchetto una bottiglia di tè bollente, la pasta, qualche merendina o pezzo dolce a cui si aggiungono in base alle richieste uno scaldamani, una coperta, un paio di calzini. Talvolta qualche ristoratore regala cornetti e panini.

A causa dell’epidemia i volontari non possono più distribuire capi d’abbigliamento e tanto meno accompagnare nelle strutture chi è in stato di estrema necessità. Per essere ammessi prima c’è da sottoporsi al test rapido e poi, se il risultato è negativo, si ha accesso in struttura. Così capita di trovarsi a confortare un uomo grande e grosso, un ex pugile, dimesso a tarda sera dall’ospedale e lasciato letteralmente in mezzo a una strada. Il kit, una coperta e la vicinanza dei volontari della Croce Rossa sono l’unico aiuto nell’immediato aspettando l’alba. I volontari sanno dove andare a trovare chi dorme per strada, ma le cose si complicano se è una serata di pioggia perché in molti tendono a cercare un riparo all’asciutto.

C’è chi non rinuncia a lasciare quella che considera casa sua, anche se in fondo è solo un giardinetto in zona Novoli, e preferisce trovare riparo sotto un telone, anche se questo significa ritrovarsi bagnato fino alle ossa nei giorni di pioggia. L’unico conforto è la compagnia di un micetto padronale che ogni sera viene a fargli compagnia sotto le coperte. Perché in fondo chi dorme in un sottopasso o sotto un loggiato si sente nonostante tutto un po’ a casa e i volontari si affacciano con la delicatezza di chi va a bussare all’uscio del vicino. Si fermano ad ascoltare chi per la società è spesso “invisibile”. E anche un sorriso che traspare dagli occhi è un gesto che scalda queste freddi notte d’inverno.