Storie

AUTOCERTIFICAZIONI COLORITE

By Virginia Landi

May 12, 2020

Era un giorno come tanti altri quando il Dippìccìemme, firmato Giuseppe Conte, metteva l’intera popolazione italiana in quarantena. Così, come carcerati ai domiciliari, essere confinati tra le mura casalinghe è stata per molti un’occasione obbligata di condivisione di spazio e tempo con coloro che abitano la stessa dimora. 

Va da sé che il keep calm & nervi saldi è diventato in poco tempo un nuovo sport olimpico, portando gli italiani, con mano ferma e sopracciglio tremante, alla compilazione di autocertificazioni davvero originali. Ma quando la motivazione è forte, non resta che dire tutta la verità, nient’altro che la verità:

Caso 1: “Devo comprare droga” – Sembrerà uno sketch uscito dal vecchio programma MTV intitolato “Mamma Esco” e interpretato da “I Soliti Idioti”, invece è quello che accade a Firenze in via Centostelle, in un caotico mercoledì di fine marzo. 

Caso 2: “Agente, stavo andando a fare la spesa” – È vero, la situazione è disorientante. Peccato siano le 22:50 di sera.

Caso 3: “Isolamento sociale in proprietà privata, (auto)” – La casella barrata sul foglio è quella di “situazioni di necessità” ma seppur ben specificato, l’autore aggiunge imperterrito un’altra riga: “sono in isolamento temporaneo sociale per motivi personali”. Ah, ok. 

Caso 4: “Meglio la multa che a casa con la famiglia” – C’è chi invece non perde tempo a scrivere e montato in sella alla sua bici arriva, da zona Isolotto, fin sulle colline di via Bolognese. “Non ho scusanti”, prosegue l’uomo reo confesso, “sono scappato”

Conclusione: denunciati e multati ma nessun reato per falsa testimonianza.