Musica

PUNTUALE FESTIVAL 2° EDIZIONE: a Firenze nuove forme di sperimentazione

By Redazione Lungarno

January 02, 2020

Nato dalle menti illuminate di Sebastiano De Gennaro ed Enrico Gabrielli, la scorsa estate protagonisti di un bellissimo capitolo Is That Folk? in Manifattura Tabacchi con Plantasia e responsabili di quell’etichetta gioiellino chiamata 19’40”, il Puntuale Festival è un esempio perfetto di come la musica contemporanea e la sperimentazione non siano necessariamente destinate ad una élite di nicchia. 

Sempre di casa al Circolo Il Progresso di Firenze, questa seconda edizione offre un programma denso di eventi snocciolati in due giorni di musica, venerdì 10 e sabato 11 gennaio.  

Proprio Sebastiano De Gennaro ce lo racconta in anteprima: “venerdì 10 gennaio un programma che sotto il titolo ‘Musica Atrologica’ raccoglie tre pagine fantastiche della storia della musica del ‘900: i segni zodiacali di Karlheinz Stockhausen, il misterioso e meraviglioso brano di Morton Feldman Bass Clarinet and Percussion e Treatise di Cornelius Cardew, la cui partitura che sarà proiettata in sale e letta in tempo reale dal nostro Ensemble Esecutori di Metallo su Carta.

Sabato 11 gennaio pomeriggio il programma ‘Per bambini e bambini adulti’: xilofono, pianoforte e sax per un concerto dedicato al rag-time del compositore e cartoonist George Hamilton Green, che col suo xilofono suonò nel 1928 le musiche del primo cartoon con sonoro sincronizzato, Steam Boat Willie di Walt Disney.

Infine, la sera, un concerto speciale intitolato ‘Musica Partecipativa’ nel quale affronteremo un repertorio in cui il pubblico del Circolo Il Progresso sarà chiamato a partecipare attivamente nell’esecuzione di tre brani: un brano scritto da me nel 2019 intitolato “Per Telefono”, eseguito da un orchestra di smartphone, “Music Machine 41” di Simon Belshaw, per quattro gruppi di persone ed un proiettore,  “On Demand” per DJ e pubblico, di Francesco Fusaro. Si tratta di tre composizioni che in maniere differenti dissolvono la barriera che separa esecutore ed ascoltatore, trasformando il concerto in una pura esperienza di azione collettiva.”