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Le Lame: una realtà dove non siamo Stati Mai

Le lame

foto: Valentina Cipriani

L’intervista a Le Lame è tra le più riuscite di Occhio di Bue, considerato che si è svolta davanti a un piatto di bucatini all’amatriciana e una bottiglia di vino.

Corso, Oscar ed Edoardo mi hanno raccontato la loro realtà “di tutti i giorni, non poi così underground” così come emerge dal disco appena uscito, Stati Mai (Black Candy Records).

Dieci tracce trascinate dai riff e dai suoni analogici delle tastiere e dei synth di Filippo, insieme a una batteria serrata che ti fa saltare dalla sedia e ti tiene in tensione fino alla fine. È un disco “che non ci dispiace definire pop, perché è pensato per parlare a più persone possibile” e che perciò non è classificabile come generazionale.

“Parliamo di esperienze dirette cercando di non essere solo descrittivi ma narrativi: vogliamo raccontare una storia che può essere quella di qualsiasi ascoltatore”. La formazione si è recentemente completata con l’arrivo di Alessandro alla chitarra e la loro musica si è evoluta in direzione italiana, rispetto agli esordi new wave di Manca Fantasia (2017).

Stati Mai

Album Stati Mai, foto Valentina Cipriani

“Il lavoro è stato lungo e alla fine della prima sessione di registrazioni ci siamo resi conto che qualcosa non ci piaceva più. Il confronto con il produttore Lorenzo Buzzigoli ci ha fatto crescere”.

Non sono solo i suoni ad essere cambiati – più moderni, più baustelliani rispetto al mood inglese dei primi lavori – ma proprio la filosofia dell’album: “ogni traccia contiene non solo la malinconia ma anche il sorriso di chi si guarda indietro perché ha fatto tanta strada”. Non manca un pizzico d’ironia: “i nostri giorni migliori passati ai supermercati ti fa allo stesso tempo pensare a come puoi impiegare i prossimi”.

La voce di Corso è profonda e colorata di un leggero effetto eco che interpreta bene il proposito di usare “le parole come macigni”: si trasformano efficacemente in immagini nei due video, Ci siamo sempre e Tu che ne sai di me.

Quest’ultimo, un ambizioso lyric video tutto giocato sulla parola impermeabile, perché “la tempesta è in arrivo”.

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Instagram: https://www.instagram.com/lelame_siamonoi/

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