Storie

Firenze VR, una città in vendita

By Redazione Lungarno

December 04, 2019

Di Tommaso Ciuffoletti

Vuota, completamente vuota. Niente più residenti, niente più turisti. Niente più netturbini, corridori fluovestiti, furgoncini, venditori di orrende stampe per le strade, niente più Angeli del Bello, gelatai, pizzerie, Mobike, degrado ed editoriali sul degrado. Niente e nessuno più, nemmeno voi.

Finalmente Firenze ha compiuto la sua trasformazione e da crisalide di città in vendita è diventata farfalla: venduta. E se questa cosa vi disturba, allora vuol dire che funziona ed è proprio da qui che parte la storia raccontata da “Firenze VR” il cortometraggio in realtà virtuale realizzato da Omar Rashid per la sua casa di produzione e logo fiorentinglobale Gold.

“Questa cosa di Firenze deserta, da ex partyboy, è una cosa che mi ha sempre colpito. Mi capitava ogni tanto di rientrare a casa ad orari in cui la città era vuota e l’ho sempre trovata affascinante”. 

Un fascino su cui inizia a costruirsi una riflessione, quella intorno a una città che ha la più alta densità di case su AirBnb di tutta Europa. “Questo ti racconta che non è una questione di amministrazione o di colore politico, ma di noi cittadini. Non c’è qualcuno a cui dare la colpa, se non a noi stessi. Il profitto in nome del quale stiamo svendendo questa città è il nostro”.

Nessun capro espiatorio dunque, nessun facile dito da puntare (e quanto questo sia fuori moda lascio a voi capirlo), ma una riflessione più ampia su città, comunità, relazioni, futuro. Una riflessione che parla direttamente a ciascuno di noi.

“Perché non c’è da dare la colpa nemmeno a AirBnb, che nasce come strumento per affittare un pezzo della mia casa a qualcuno che, per un po’ di giorni, pagherà per essere mio ospite. Una cosa che crea relazioni ed è a suo modo interessante. Ma se io vado a vivere da un’altra parte e affido la mia casa a una società che la gestirà come una camera d’albergo non creo altro che profitto, rendita. In nome di questo vale la pena svendere una città?”. Anche solo farvi questa domanda potrebbe cambiare il futuro, che altrimenti è già scritto e vi basterà mettere un visore per viverlo.