occhio di bue

Monkey Ranch: La Fabbrica delle Scimmie tra USA e San Frediano

By Martina Vincenzoni

October 13, 2018

Nonostante possa fregiarsi del titolo di “locale di tendenza” di uno dei quartieri più cool del mondo, la NOF si diverte a spaventare ogni anno il suo pubblico seminando incertezze sulla sua riapertura dopo la pausa estiva. Come tutti gli anni, però, a settembre riapre i battenti, spesso con qualche novità. Qui sono di casa da qualche tempo i Monkey Ranch, e qui ho deciso di intervistarli, prima del loro concerto, sapendo che sarebbe stato difficile distoglierli dal sound check.

Quello che non sapevo, è che mi avrebbe accolto Camilla, la loro fan numero uno: “Li ho sentiti per la prima volta che ero in macchina, all’Abetone; la musica proveniva da un palco non lontano e mi sono fermata ad ascoltare: sono passati due anni e non li ho più lasciati!”.

La location appenninica si spiega con la loro provenienza dalla montagna pistoiese, anche se gli studi di chitarra jazz di Jacopo e Francesco, ovvero frontman e chitarrista, li hanno condotti a La Spezia. A portarli a Firenze, oltre agli studi del bassista Jacopo, sono le date dal vivo, per le quali spesso Camilla si dà da fare.

Una certa estraneità alle public relations del mondo musicale si coniuga con la qualità della loro musica, un rock americano con derivazioni grunge e anni ’90. Il risultato si deve non solo alle capacità tecniche dei singoli, ma anche alla cura dei suoni, grazie a distorsori artigianali ma soprattutto “alle mani: sono quelle che contano!”.

Le chitarre hanno un ruolo preponderante negli arrangiamenti, con tanto di assoli ai quali le nostre orecchie si stanno disabituando, in un classico scambio tra le due Fender e Gibson che non è mai sovrapposizione.

Dopo il primo album“Alone” (2017, Red Cat), la band ha recentemente accolto la sfida di aprire i propri orizzonti creativi alla lingua italiana, traducendo così il nome in Fabbrica delle Scimmie e soprattutto affidandosi alla guida di Umberto Maria Giardini per la produzione di una demo di quattro pezzi, che uscirà a breve.

By the way: la Fabbrica sta cercando un batterista dedicato e stabile. Fatevi sotto!

 

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