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Supermostra Esselunga: 60 anni di spesa italiana

Prese da un momento di intensa eccitazione, io e Francesca decidiamo di andare alla Supermostra dell’Esselunga. Lei è attratta da tutte le sfumature del trash. Io sento l’irrefrenabile bisogno di andare in tutti i posti dove non vorrei mai andare. Fare cose inutili è l’impegno costante al quale non posso mai venire a meno. In più oggi alle 18:30 ci sarà Pippo Baudo, non so se mi spiego.

Ad ogni modo, dentro la Stazione Leopolda, ci ritroviamo davanti ad un maxischermo con proiezioni di carrelli oro, melanzane volanti e supermercati retrò. “E mi raccomando, fatevi tanti selfie!”, dice una voce alla fine del video.

Andiamo avanti e passiamo per l’entrata che ci divide dalla prima sala espositiva. Davanti a noi si staglia un meraviglioso inno al consumismo: muri gialli fanno da sfondo ad un banchetto di oggetti di ogni tipo. Fotoromanzi, giocattoli, detersivi, locandine con donne che stirano senza didascalie polemiche, cuffie di plastica fucsia a fiori: il meglio degli anni ’50, ’60 e ’70 sullo stesso tavolo. Francesca è estasiata. Ripete questa frase una cosa come quattro volte di fila, mentre io alzo la cornetta dell’unico telefono che non si può toccare: “Scusi signorina, metta giù quel telefono, tanto dalla cornetta non esce nessuna voce, perché rimane lì così?”, mi dice un tizio. Dopo aver visto Mike Buongiorno con un sacco di capelli su Rai Teche non reagisco bene agli stimoli, sono rallentata. Riattacco. “Scusi, volevo provare…”, dico come se non avessi mai fatto una chiamata da un fisso in vita mia. Il giro continua, sono sempre più stordita.

Arriviamo nella sala a tema anni ’80, periodo nel quale, come tutti sappiamo, l’umanità si appropria di grande entusiasmo e, dimenticandosi le difficoltà del decennio precedente, si carica di una smisurata fiducia e spensieratezza che manda inevitabilmente il mondo a rotoli. Alla Supermostra tutto questo è tangibile: video di ragazze che vogliono essere non belle, ma bellissime (la differenza è sostanziale), il giubbotto da paninaro che impazza, le lampade di Memphis, la headline Voglia di Bancomat” dei primi sportelli ATM, un tipo con la faccia da strobo sfera scontornata male che annuncia le hit del momento. Io mi sento come Morty davanti alla TV interdimensionale. Francesca è Rick, mi prende per mano e mi trascina in un’altra sala, dove un mondo fatto da copywriter sotto anfetamine vive di advertising come: “Gondole o banane?”,“Pallottoliere o Ciliegie?”, “Ufo o angurie?” – solo per citarne alcuni. Basta, non aggiungo altro. Andateci, fatevi un selfone sul camion Esselunga e guardate il cortometraggio dell’ultima sala. Guardatelo e scrivetemi.

SUPERMOSTRA ESSELUNGA
Stazione Leopolda
tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 19 (sabato fino alle ore 20)
ingresso libero

info: www.esselunga.it

 

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