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Il presepe del maestro lucano Franco Artesi arriva a Santo Spirito

È un vero capolavoro il presepe che giovedì 7 dicembre è stato inaugurato dall’arcivescovo di Firenze il cardinale Betori, nella basilica di Santo Spirito. È un’opera del presepista lucano Franco Artese che sarà possibile ammirare fino al 4 febbraio del nuovo anno. L’evento, di carattere artistico-religioso, è stato organizzato e fortemente voluto dall’Azienda di Promozione Turistica della Basilicata a Firenze, città Unesco in ideale gemellaggio con Matera Capitale della Cultura Europea 2019.

I presepi monumentali della Basilicata sono una tradizione natalizia itinerante prossima a festeggiare i dieci anni di vita. Si tratta di opere capaci di raccontare, insieme al mistero della Nascita, la storia, la cultura e il paesaggio di una terra ricca di naturale spiritualità, millenario crocevia di popoli e tradizioni, che oggi si offre ai visitatori per sorprenderli in un viaggio senza tempo fra chiese rupestri, abbazie, santuari, cattedrali, borghi, in cui rivive la storia dell’umanità intera.

Un paesaggio caratterizzato da vicoli e scale, grotte e palazzi signorili, archi e ballatoi, orti e terrazze, da cui sbucano, improvvisi, i caratteristici comignoli o i campanili delle chiese ipogee, impreziosite da affreschi simboleggianti un’arte che lega l’uomo a Dio. Le case scavate nel tufo e incastrate tra loro, evocazione di un sapere artigiano tramandato di padre in figlio, appaiono come merletti che l’Uomo e Madre Natura si sono divertiti a tessere.

Franco Artese è nato in Basilicata, dove vive e lavora. Nella sua carriera ha avuto importanti riconoscimenti allestendo presepi monumentali, in collaborazione con APT Basilicata, nelle più importanti città europee, negli Stati Uniti, a Betlemme con l’UNESCO, in Piazza San Pietro a Roma in occasione del Natale 2012, omaggio a Benedetto XVI. Lo stesso presepe è stato poi esposto nella diocesi di Goyana in Brasile; mentre un’altra sua opera ha fatto da cornice ad importanti eventi tenutisi a Turku, in Finlandia, nel 2013, a New York nel 2015.

Il tema dell’edizione 2017 è l’incanto della natività che si rinnova nella struggente immagine della Vergine, che offre al mondo il Figlio di Dio e nella vitalità dei bambini e dei giovani che popolano la scena, a cui è rivolto il messaggio di speranza “l’Infinito è diventato uno di noi”.

Il presepe è alto sei metri e mezzo e grande 880 metri quadri, conta oltre 110 personaggi, che rappresentano diversi momenti della vita quotidiana. Un ambiente semplice e laborioso, che attinge a immagini tratte da riti e tradizioni della civiltà rurale lucana tra cui: la rappresentazione del Maggio di Accettura, attraverso un gruppo di buoi che, aiutato dagli uomini, traina il tronco di un grande albero, una processione simbolo della forte devozione popolare per la Vergine Maria con i fedeli che portano sulle loro teste i cinti, composizioni di ceri costruite come fossero architetture, ex voto in cui si compendiano speranze ed attese ma anche attestati di gratitudine per grazie ricevute; il culto della Madonna della Bruna, tra storia e leggenda.

 

 

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