Arte

John Currin, l’eros e la sapienza del mutamento

By Sara Vergari

July 04, 2016

Fino al 2 ottobre il museo Stefano Bardini ospita una mostra dedicata al pittore americano John Currin e curata da Antonella Nesi e Sergio Risaliti. Si tratta di un evento importante visto che è la sua prima mostra in uno spazio pubblico italiano. Dunque tutto inedito per Firenze e l’Italia.

Nato nel 1962 in un paese del Colorado e cresciuto del Connecticut, Currin viene mandato dai genitori a lezione di violino ma a colpirlo non sarà la musica bensì i quadri del marito pittore della sua insegnante. I riferimenti che si possono trovare nelle sue opere sono fin troppi e ciò non sorprende visti i suoi approfonditi studi con tanto di Master a Yale: l’anatomia  dei corpi distorta di Francis Bacon, i volti femminili dall’ideale rinascimentale e Monet, molto apprezzato dal pittore. Ma qualcosa ci dice che non è abbastanza per capire a fondo l’arte di John Currin. Ogni riferimento ad altri artisti è in parte mostrato e in parte distrutto e volgarizzato. I suoi celebri ritratti femminili, come Rachel in the garden, sono estremamente raffinati nella tecnica ma, se pur immersi in panorami e sfondi dalla natura impressionista, mostrano volti sproporzionati e alterati psicologicamente.

Poi arrivano le scene di sesso e l’eros che lo hanno reso famoso insieme a quelle rappresentazioni che somigliano più a copertine dei giornali di moda. Ed è vero perché Currin non nega di trarre ispirazione da riviste come Playboy e Cosmopolitan.  Nudità e impudicizia sono costantemente ostentati per una satira ai costumi della società borghese americana che rimane però molto discreta.

John Currin ha reinterpretato in chiave moderna la ritrattistica senza dimenticare però i suoi grandi maestri, il cui tributo è sempre presente.

 

per info: mostra di John Currin