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Il cinema e quella chitarra

Ogni lunedì sera passo in bici da via Pisana. Mi devo fermare alla pizzeria Risorgimento a comprare una bottiglietta d’acqua da portare in radio. Saluto Osama il pizzaiolo, esco e butto l’occhio sul vecchio Universale, ripenso alle mie serate dei Settanta passate lì dentro e a tutte quelle storie che ormai conoscete a memoria. Io non ho visto il film di Federico Micali, ma lo vedrò. Bella l’idea, comunque. Però io di questo cinema della mia vita ricordo più i film di tutto il resto. Le canne, sì, certo. Quello entrato in vespa, ma, può darsi. Burracciugagnene. E va be’.

Ma nel mio cuore c’è Woodstock. O gli Zep live. O mille altre pellicole. E se allora avessi dovuto immaginare che quel presente sarebbe diventato un docu e poi un film, ci avrei riso su. Figuriamoci se mi avessero detto che quarant’anni dopo Santana avrebbe rimesso insieme la band di Woodstock per tirare fuori un disco acido che racconta la storia meglio di qualsiasi aneddoto. Bentornato Carlos. Evviva l’hammond, le percussioni e la tua magnifica chitarra.

 

di The Nightfly

 

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