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Folk-pop ipnotico e seducente: intervista a Sara Lov

By Gianluca Danti

April 11, 2016

Sara Lov è un’affascinante cantautrice statunitense. Dal 1993 è stata la voce del duo dreampop californiano Devics, per poi dedicarsi ad una intesa carriera solista collaborando anche con il produttore Zac Rae (Death Cab For Cutie, My Brightest Diamond, Fiona Apple). Il suo nuovo album si intitola “Some Kind of Champions“. Un folk-pop ipnotico e seducente che ha già conquistato pubblico e stampa. Mercoledì 13 Aprile suonerà alla Corte di Zap e noi di Lungarno non ci siamo fatti scappare l’occasione per farle alcune domande…

 

“Some Kind of Champions” arriva ben quattro anni dopo il precedente “I Already Love You”: raccontaci cos’è successo in questo periodo e cosa ti ha stimolato nella scrittura dell’album. E’ divertente quando il tempo scorre velocemente e non te ne accorgi.  Ho vissuto un paio di anni difficili e mi sono trasferita, trascorrendo molto tempo per i lavori di casa, per curare il giardino e prendermi cura di me stessa. Faccio anche molti altri lavori e a volte la musica passa in secondo piano, anche se rimane la cosa più importante per me. Terminato questo periodo sono stata in grado di ultimare abbastanza canzoni per comporre un nuovo album.

 

Ho letto che il disco è stato finanziato con una campagna di crowdfunding su Pledgemusic: secondo te il finanziamento collettivo è davvero un’ottima alternativa per poter produrre un disco ai giorni d’oggi? Assolutamente sì. Non sarei stata in grado di farlo senza il meraviglioso supporto dei miei fan. La maggior parte della gente non compra più i dischi, quindi questo è un buon modo per riunire le persone che mi seguono e permettere loro di preordinare le copie.Il crowdfunding inoltre è un ottimo strumento di promozione per far sapere a tutti che stai per uscire con un nuovo album.

 

Hai vissuto tanti anni a Faenza e la domanda è d’obbligo: è davvero così difficile fare il musicista in Italia? Com’è stata la tua esperienza? Credo che fare il musicista sia difficile ovunque. Ho sempre dovuto fare altri lavori per sostenere la mia musica, ma a me va benissimo così. Finchè sarò in grado di farlo sarò una persona felice anche se mi piacerebbe riuscire a stare in tour più a lungo.

 

Quali sono gli artisti che hanno influenzato maggiormente il tuo percorso artistico? Sono tantissimi e la lista è in continua crescita. Ultimamente sto ascoltando molto Joni Mitchell e Billie Holiday. Mi piacciono anche artisti più attuali come Sufjan Stevens e Julia Holter, ma sono sempre alla scoperta di nuova musica.

 

Il tour sta andando molto bene e mercoledì prossimo suonerai a Firenze. Se non sbaglio hai già suonato negli scorso anni in città. Che ricordo hai di Firenze? Sì, ricordo che andai in un piccolo negozio d’epoca e trovai un incredibile pezzo d’arte a soli 5 euro! E’ ancora nel mio salotto di casa. A Firenze ho fatto alcuni concerti davvero belli ai tempi dei Devics e ricordo ancora di una volta in cui suonammo nel cortile di una vecchia prigione, fu davvero memorabile. Durante quel concerto mi portarono una pizza buonissima che decisi di finire di mangiare dopo il live. La appoggiai sopra l’amplificatore della chitarra e, nel bel mezzo del nostro set, un cane salì sul palco e se la mangiò. Fu davvero molto buffo!