a quel paese

Chiapas, un viaggio nel Messico più fedele a se stesso

By Alba Parrini

March 01, 2016

A San Juan Chamula è un mercoledì qualunque e tra il caldo torrido e il sole abbagliante, sembra un normale tardo pomeriggio. Ma la tribù maya dei Tzotzil sta occupando la chiesa coloniale della piazza principale per un rituale propiziatorio a base di uova, polli vivi e posh, una bevanda alcolica a base di canna da zucchero. I pochi turisti che raggiungono questo altopiano a circa dieci minuti da San Cristóbal de las Casas (capitale morale dello stato messicano) osservano senza fiatare e alla fine del rito pagano ne approfittano per farsi leggere il futuro dalle sciamane. Il Chiapas è tutto questo: colonialismo mischiato a magia e tradizioni indigene, turismo ancora – fortunatamente – non sfruttato al 100%, colori e profumi esplosivi della vegetazione dirompente.

Se decidete di visitare il Chiapas, la tappa sicuramente immancabile sono le cascate di Agua Azul. Il percorso nella Sierra de Chiapas vi porterà a oltrepassare canyon mozzafiato (uno tra tutti quello di Sumidero, che è possibile raggiungere anche in barca), per arrivare poi all’altopiano delle cascate dell’Acqua Azzurra, traduzione letteraria del toponimo spagnolo. Dopo il trekking la cascata vi inviterà a tuffarvi tra le sue acque limpide, i suoi gorgoglii turchesi e la schiuma bianca.

Andare in Chiapas significa anche fare un salto indietro nel passato dell’epoca imperialista; nel sedicesimo secolo l’area fu colonizzata nella sua interezza. Imperdibile una sosta al mercato della già citata San Cristóbal, situato tra i coloratissimi palazzi colonialisti, dove consumare una colazione a base di pane dolce, mango, papaya e succosi frutti tropicali. La capitale culturale del Chiapas fu una delle più importanti città del Nordamerica spagnolo e le sue architetture ne mostrano tuttora la sua magnificenza. San Cristobal è oggi un vero e proprio melting pot etnico, e il ministero del turismo l’ha classificata come “Pueblo Magico” – letteralmente paese magico – un riconoscimento concesso soltanto alle località dove la popolazione mantiene un particolare e tradizionale stile di vita, tipicamente messicano. Non stupitevi quindi se vi troverete spesso da soli a passeggiare per le strade, qui la siesta è addirittura riconosciuta dal Ministero!

Ma la magia del Chiapas non è soltanto nella sua capitale di respiro coloniale, bensì anche nel passato più remoto, quello dell’epoca Maya. Il sito storico di Palenque è sicuramente molto meno conosciuto e frequentato dei nomi blasonati dello Yucatan, ma vale la pena raggiungere la zona archeologica anche soltanto perché è completamente immersa nella giungla più fitta, parzialmente sepolta nella fitta vegetazione. Molti dei geroglifici risultano ancora non interpretabili, per questo motivo si rumoreggia che sia uno dei siti più esoterici del Messico. Il passato più recente ha visto questo territorio come base per la rivolta zapatista, che portò al riconoscimento di alcuni diritti fondamentali per le popolazioni indigene.

Orgoglio e fedeltà alle proprie radici, esoterismo, sapori tropicali e colori da cartolina… scommettiamo che a questo punto del viaggio anche voi sarete già stati conquistati!