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Caro San Bernardus

di Nanni The Pug

 

L’istinto in questo periodo è sempre lo stesso. Quando il bipede mette in casa l’albero io mi avvicino, odoro un po’ e poi devo necessariamente marcare il territorio. Anche gli urli sono sempre gli stessi. Siamo dei terribili abitudinari io e il mio bipede.

Da piccolo mi volevano far credere che a Natale venisse quel San Bernardus grosso e peloso a portarmi ossetti e biscotti, ma poi ho capito che era quel deficiente su due piedi a mettermeli sotto il cuscino, muovendosi in punta di piedi per non far rumore. Ancora oggi non ha inteso che faccio la guardia anche mentre dormo. Certo, non che questa scoperta mi abbia disperato: a me quel tipo di amici giganti hanno sempre fatto paura e anche un po’ schifo, con quella testa grande e i filamenti di bava che colano a terra. Sono dei bestioni trogloditi, ma San Bernardus, be’, sarebbe stata un’eccezione ben gradita. Per non far dispiacere il mio bipede anche quest’anno ho scritto la letterina. Ho pensato che queste feste io le avrei passate al caldo, sotto un tavolo ricco di sorprese cadenti e parecchie carezze mentre fuori c’era qualcuno meno fortunato di me. Parlo di quei diavoli di gatti, ma anche dei miei amici quadrupedi che non potranno stare in casa perché hanno perso il bipede. Ho pensato che avrei potuto chiedere qualcosa per loro. A Sesto Fiorentino c’è il Canile di Termine. Sostenuto dall’Associazione Unione Amici del Cane e del Gatto, cercano di trovare rifugio ai miei amici sfortunati, dando cibo e assistenza, nella speranza di dare loro una casa. In quel posto c’è sempre bisogno di aiuto: cibo, coperte, lettiere per quei diavoli, qualche medicinale e una carezza che non fa mai male. Quest’anno poi hanno pure inventato un bel calendario del 2016 con le foto di chi abita o ha abitato il canile: un bel ricordo e un contributo economico per sostenere le spese della struttura. Allora ho preso carta e penna e ho scritto (anche se il pollice opponibile non ce l’ho!). “Caro il mio San Bernardus, quest’anno non perderti in giochi, palline o altre chincaglierie che rosicchierei in un secondo. Lascia stare pure quei biscotti biologici che non mi sono mai piaciuti. Quest’anno ti chiedo di pensare agli amici del Canile di Termine. Prendi la borsa e portala a loro. Farà freddo in questi giorni e una coperta donerà più speranza. E se proprio vuoi fare il miracolo, invita i bipedi a dare loro un’altra possibilità. Convincili ad aprire la porta a quei musi che non sorridono da giorni. Perché anche l’adozione è un dono. Un dono di vita a chi sarà per sempre fedele”. Sotto c’ho messo la firma, Nanni The Pug, l’ho imbustata e l’ho messa vicino l’albero. E visto che c’ero ho marcato nuovamente il territorio. Buone Feste cari bipedi!

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