Arte

L’abito va in scena: A message for you

By Redazione Lungarno

February 05, 2013

di sandro bini

“A Message For You”, in mostra fino al 10 marzo al MNAF di Firenze, raccoglie un corpus di settantacinque immagini che Guy Bourdin (1928-1991) realizzò in collaborazione con la giovanissima modella-attrice e musa ispiratrice Nicolle Meyer,  capace di dare corpo, sotto la sua visionaria regia, alle geniali e innovative “ideas for photos” che il fotografo parigino riuscì a realizzare per French Vouge e Harper’s Bazar e tanti altri marchi e testate fashion a cavallo degli anni Ottanta. La novità del suo stile narrativo e delle sue mise-en-scéne ambigue e surreali (dominate dalla suspense, dall’humor e dal nonsense) contribuirono infatti a rinnovare e cambiare profondamente il linguaggio e lo stile della fotografia di moda di quegli anni, con influenze che arrivano fino alla fotografia d’arte contemporanea. Per la meticolosa scelta delle ambientazioni, la  rigorosità della regia, la perfetta geometria delle composizioni, il perfezionismo tecnico e formale, l’uso della luce e del colore, le fotografie di Bourdin (influenzate dalla pittura surrealista di Magritte e di Balthus e dalle atmosfere dei film di Hitchcock) contribuirono in quegli anni (insieme a quelle di Helmut Newton) ad una vera svolta epocale nella storia della fotografia di moda, ormai avviata (come ha giustamente evidenziato Claudio Marra in un suo studio sulla fashion photography) verso una quasi totale autonomia dell’immagine rispetto al prodotto reclamizzato e a un coinvolgimento emotivo dello spettatore secondo una strategia comunicativa che lo prescinde. Quello che conta nelle fotografie di Bourdin è l’effetto shock e la provocazione sessuale e consumistica veicolata dalla perfezione sublime e visionaria dell’immagine. L’abito passa ormai in secondo piano quasi come se fosse un costume di scena, la modella diviene una vera attrice protagonista di una storia condensata in un’unica immagine.